4 risposte a Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra…facciamo un po’ di chiarezza!

  1. Giulia ha detto:

    “Come si diventa psicoterapeuta?
    E’ necessario prima di tutto aver conseguito l’abilitazione alla professione di psicologo, con il percorso indicato precedentemente.”

    “..uno psicoterapeuta può essere medico ma non psicologo.”

    Complimenti per la chiarezza

  2. andrea ha detto:

    Buongiorno.
    Questo articolo è molto illuminante.
    Anche perché la differenza tra queste 3 figure professionali è veramente sconosciuta ai più.

    Quello che io mi domando però è se le persone non comprendono realmente perché la situazione è molto complessa o solo perché non sono informati.
    Mi sembra che le differenze siano molto più sulla carta che sulla realtà.
    Inoltre non mi trovo per niente d’accordo per quanto riguarda l’esame di stato per l’abilitazione all’albo. Se uno segue un percorso di studio di 5 anni l’esame dovrebbe essere compreso nella laurea esattamente come succede in Francia (se non sbaglio).
    Ora per quanto riguarda la sovrapposizione tra psicoterapeuti e psicologi, anche qui mi sembra chiaro che la situazione è molto problematica. Uno che è solo psicologo difficilmente può vivere facendo colloqui o diagnosi per poi mandarlo dallo psicoterapeuta. Possiamo dire che uno psicologo-psicoterapeuta possa agire anche sulla prevenzione ma un medico-psicoterapeuta non potrebbe farlo nella realtà? I medici-psicoterapeuti, sempre nella realtà, siamo sicuri che non utilizzano test psicologici o comunque strumenti idonei ai soli psicologi?
    Mi sembra difficile crederlo!
    Mi domando poi il rapporto tra ordine degli psicologi e le facoltà di psicologia. Ma è possibile che siamo dovuti arrivare a 80000 (credo che forse ci siano a momenti più psicologi in tutta Italia che in Europa!) iscritti all’ordine prima che si prendessero provvedimenti seri in tal senso come prevenire sul numero di iscritti e la limitazioni di corsi superflui come il corso triennale in psicologia criminale (anche perché in Italia una laurea triennale al contrario di un bachelor straniero conta praticamente nulla). Mi domando quindi se lei come psicologa si sente tutelata da un ordine che non mi sembra tuteli per niente i suoi iscritti.
    Cordialmente

  3. Grazie per il prezioso contributo.
    Sono del parere che Laurea ed Esame di Stato debbano continuare a rimanere distinti. L’abilitazione alla professione psicologica deve innanzitutto essere facoltativa (una persona può decidere di laurearsi in Psicologia e di non voler lavorare come psicologo) e poi ritengo che necessiti di un percorso ulteriore di maturazione oltre quello canonico di studio per le varie materie. Quanto alla correttezza del singolo professionista e al fatto che non invada campi non di sua pertinenza non mi è dato controllare. Posso solo sperarlo.
    Veniamo al numero di iscritti all’Università. Non so se il fatto di mettere un test d’ingresso a numero chiuso possa essere utile. Io ai tempi avevo preso un voto insufficiente ma il test non era restrittivo ed ho potuto comunque concludere il mio percorso di studi con successo e nei tempi previsti. Credo che il nostro iter sia tutt’altro che semplice e la selezione…è naturale.

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