E se la cicogna non arriva?

In uno dei precedenti post abbiamo parlato di maternità e dei sentimenti che accompagnano la gravidanza di una donna. Ma cosa succede quando il bimbo tanto desiderato non arriva? Da quali emozioni può essere pervasa la donna? Cosa può provare il partner? Quali conseguenze possono prefigurarsi per la coppia?

Partiamo innanzitutto da alcune definizioni e in particolar modo dalla differenza tra infertilità e sterilità. Per infertilità si intende l’incapacità, in una donna in grado di concepire, di portare a termine una gravidanza.
Si utilizza invece il termine sterilità per identificare l’incapacità biologica da parte di un uomo o di una donna di contribuire al concepimento, per una specifica patologia irreversibile. Detto ciò, i due termini vengono spesso usati in maniera intercambiabile, come se fossero sinonimi.
L’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità) definisce l’infertilità come l’assenza di concepimento dopo 12/14 mesi di rapporti mirati non protetti e per comodità ci riferiremo a tale definizione anche in questo post.

Quali possono essere le cause dell’infertilità? Potrà sembrare superfluo, ma è bene ricordare che l’infertilità può interessare sia gli uomini che le donne e scaturire da cause organiche (che non starei ad approfondire in questa sede) ma anche dall’avanzare dell’età (le coppie decidono di avere figli sempre più in là negli anni) o dallo stile di vita o ancora dallo stress. Sì proprio lo stress: esistono casi in cui il mancato concepimento non è riconducibile ad alcun problema organico e diversi studi dimostrano che l’ansia e lo stress possono avere ripercussioni sulle funzioni biologiche e sessuali.

Qualunque sia la causa, la diagnosi di infertilità per una coppia che desidera fortemente un figlio è un vero e proprio trauma e può essere equiparata ad un lutto: infatti, la coppia si trova a fare i conti con la perdita di quel bambino tanto cercato e sul quale avevano a lungo fantasticato. I partner possono sentirsi sopraffatti da un profondo senso di frustrazione e di ingiustizia che li porta a chiedersi perché questa sorte sia proprio toccata a loro. Il confronto con altre coppie può essere doloroso ma spesso può esserlo anche quello con i rispettivi genitori o la società in genere, che tendono ad esercitare una notevole pressione verso il concepimento, visto come naturale conseguenza della vita di una coppia. La difficoltà nel far fronte a queste pressioni può portare la coppia a chiudersi, isolarsi, a sentirsi schiacciata dalla sensazione di inadeguatezza.

Vediamo meglio le differenze nei vissuti tra uomo e donna.
La donna che scopre di essere infertile, dopo la rabbia iniziale, può cadere nello sconforto e sentirsi come una “macchina rotta” incapace di fare ciò che la donna ha sempre fatto da millenni, ovvero dare alla luce una nuova vita. Inevitabile è il confronto con le amiche o semplicemente con emerite sconosciute (con pancione o carrozzina) viste per strada. E’ possibile che la donna nasconda ai conoscenti la sua infertilità dietro il desiderio di dedicarsi al lavoro e alla carriera o più semplicemente eviti le relazioni sociali in modo da non dover dichiarare la sua difficoltà. Se riesce a superare lo stato di prostrazione iniziale potrà decidere di sublimare il suo desiderio di maternità dedicandosi ad attività di volontariato o ad altre attività che le diano la sensazione di generare qualcosa che abbia durata nel tempo (ad es. scrittura di un libro etc…)

L’uomo cui è stata diagnosticata l’infertilità può sentirsi fortemente colpito nella propria mascolinità e provare sentimenti di inferiorità e profonda inadeguatezza. Può negare i propri vissuti chiudendosi in se stesso, evitando di aprirsi con il partner o gli amici, e gettandosi a capofitto nel lavoro come se il problema non esistesse e come se l’iperproduttività lavorativa potesse compensare la mancata “produttività biologica”.

Per la coppia possono dunque profilarsi due possibilità:

– arrivare alla crisi e giungere sino alla separazione. Questo nel caso in cui i due partner non siano in grado di condividere i propri sentimenti e si allontanino l’uno dall’altro o nel caso in cui il partner “sano” non riesca a superare il risentimento verso il partner infertile. La stessa cosa dicasi per le coppie che si incaponiscono nel fare esami sempre più approfonditi e nel sottoporsi a cure estenuanti e tecniche innovative non essendo in grado di accettare la diagnosi ricevuta;

– può darsi vicendevole forza e conforto per superare il lutto ed elaborare la propria infertilità. Inoltre può riscoprirsi come coppia comunque generativa, in grado di portare avanti altri importanti progetti di vita. Tra questi c’è ad esempio l’adozione, di cui parleremo più approfonditamente in futuro.

Fonte:

Aspetti psicologici nell’infertilità: una analisi della letteratura – Castellani, Agresti, Blandamura, Di Benedetto, Genovese, Sera, Soprani, Tarantino, Venanzi, Vita.

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