Le vostre esperienze: le bugie dei bambini.

Un lettore del blog mi scrive:

Buongiorno dott.ssa Tornello, non so se ha già trattato questo argomento in qualche suo blog ma mi pare di no, ho cercato ma non ho trovato nulla in merito. Si tratta delle bugie dei bambini. Io ho un bimba di 6 anni che frequenta la prima elementare e abbiamo scoperto che lo scorso venerdì ha preso una nota perché disturbava in classe. Ora il problema non è tanto la nota in sé ma che non ce lo ha detto, siamo venuti a saperlo perché abbiamo, come tutti i giorni, letto il suo diario scolastico. Inoltre ultimamente abbiamo anche notato che quando andiamo al supermercato, a parte chiederci sempre di comprarle qualcosa, prende la roba (tipo lucidalabbra, figurine magnetiche di animali) e le mette in tasca senza dirci nulla. La cosa è strana ma con i bambini si sa che a volte capita però come ci dobbiamo comportare tenuto conto che con lei cerchiamo sempre il dialogo e non la punizione “corporale” come si usava ai miei tempi? Ha tutto ciò che può avere, è figlia unica, non ha cugini, è straviziata dai nonni e zii, e forse è proprio per questo che ha assunto un atteggiamento simile? Al colloquio con le maestre, il primo che abbiamo avuto, ci hanno detto che è brava da un punto di vista scolastico, i suoi quaderni infatti sono ordinati e con bei voti, ma che a volte disturba, quello si ce lo hanno detto e l’hanno anche cambiata di banco. Ripeto, la condotta in sé non è preoccupante lo è il fatto che racconti bugie o ci nasconda le cose anche se su di lei le punizioni al momento sono state sempre blande a beneficio del dialogo. Ha gentilmente qualche consiglio da dare a me e a mia moglie per farle capire che questo atteggiamento (il non dire le cose) non va bene?

Innanzitutto ringrazio questo genitore perché mi dà l’occasione di parlare di un argomento che effettivamente sino ad ora non avevo affrontato. Bisogna preoccuparsi dinanzi alle menzogne dei nostri pargoletti? Abbiamo forse fallito la nostra missione educativa? La risposta è no. Al contrario, è possibile affermare che la bugia rappresenta un modo altamente creativo di modificare la realtà. A questo proposito mi viene in mente un frammento della sigla del cartone animato Pinocchio che diceva: “Pinocchio, la fantasia è solo una bugia!”.
Nel loro mondo fatato, dove tutto è possibile e non si sono ancora fatti i conti con la realtà (molte volte frustrante), i bambini si attribuiscono doti e qualità che magari non possiedono, esprimono desideri forti e profondi (ad. esempio quando dicono di avere un fratello/sorella ma sono figli unici), si liberano di aspetti sgraditi del mondo che li circonda, risolvono in maniera “magica” situazioni complicate: insomma, come con il gioco dei lego, smontano e rimontano alcuni aspetti della realtà a loro piacimento. Proprio per questo motivo possiamo considerare le bugie come sintomo di intelligenza.

Quando invece preoccuparsi? Quando le bugie sono una costante nella vita del bambino e gli sono utili per negare una realtà traumatica (ad esempio un lutto o la separazione dei genitori) o per placare un’ansia interiore talmente forte da essere ingestibile in altri modi. In ogni caso è importante che un genitore non si focalizzi tanto sulla bugia in sé ma che si interroghi sulle cause per cui viene detta. Altrettanto importante è rendersi conto che spesso proprio in famiglia i nostri figli trovano una fonte (inconsapevole) di “ispirazione”. Pensiamo a quando noi adulti mentiamo per evitare una seccatura, oppure a quando diciamo al nostro bambino “E’ meglio che mamma/papà/nonno/a non sappia questa cosa altrimenti si arrabbia”. L’esempio dato ai nostri figli è molto importante. Dobbiamo fare della sincerità e dell’onestà i baluardi della nostra vita familiare trasmettendo il messaggio che questi valori pagano sempre anche se la verità a volte può non essere piacevole. E’ importante che il bambino maturi la consapevolezza che, se anche mamma e papà potranno arrabbiarsi o essere delusi per una marachella, allo stesso tempo apprezzeranno l’ammissione di responsabilità.

Al nostro “papà-lettore” suggerisco dunque di indirizzare la sua attenzione sulle possibili cause della bugia e sugli stati d’animo che le sottendono. Mi chiedo (ma è solo un’ipotesi) se il nascondere la nota non evidenzi la paura di far arrabbiare mamma e papà e di essere conseguentemente meno amata. Quale rischio percepisce nel dar loro una delusione?

Anche i piccoli “furti” sono piuttosto comuni nei bambini e hanno un significato che va al di là della sottrazione dell’oggetto in sé. I bambini della nostra società non rubano sicuramente per necessità. L’appropriarsi di qualcosa che non appartiene loro può sottendere il desiderio di riempire un vuoto interiore, di gratificarsi, di consolarsi. Anche in questo caso infuriarsi o etichettare il bambino come un piccolo delinquente non è assolutamente utile: serve soltanto a mortificarlo. Al contrario, è necessario cercare di comprendere il messaggio subliminale sotteso al furto. Ovviamente, in parallelo, si dovrà spiegare al bambino perché non è consentito rubare e, come per le bugie, ci si può aiutare con il racconto di fiabe ad hoc (anche inventate). Sempre in ottica di assunzione di responsabilità, è bene abituare nostro figlio a restituire l’oggetto sottratto al legittimo proprietario chiedendo scusa.

Tra voi lettori c’è qualcuno che si è trovato in una situazione simile con il suo bambino? Volete condividere la vostra esperienza? I vostri commenti sono sempre ben accetti!

A presto!

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