Un anno insieme

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Un anno fa mi presentavo a voi con il mio primo post ed iniziava l’avventura di questo blog.Sembra ieri…ma in realtà su questa pagina si sono susseguiti ben 50 articoli e sono così trascorsi 12 mesi. Ho accettato la sfida di trattare temi sempre diversi, in modo da incontrare l’interesse di più tipologie di lettori (uomini, donne, mamme, papà, adolescenti, studenti universitari, operatori socio sanitari…etc) e a distanza di un anno, grazie ai vostri feedback positivi, posso dire che questa strategia è stata vincente.

Ma quali sono gli argomenti che avete apprezzato maggiormente? Vediamo quali articoli si sono aggiudicati il “podio” delle prime tre posizioni in classifica.
Terzo posto per l’articolo Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra…facciamo un po’ di chiarezza!. A quanto pare non sono ancora ben chiare le differenze fra queste figure professionali, ecco perché ho pensato di scrivere un post ad hoc. Credo che sia importantissimo rivolgersi ad un professionista essendo coscienti del modo in cui potrà aiutarci e di ciò che potrà offrirci. Sapere chi abbiamo davanti è fondamentale anche per maturare corrette aspettative.

Secondo posto per l’articolo Pensare di non pensare è già pensare! Con questo post abbiamo sfatato dei luoghi comuni. E’ possibile pensare di non pensare a qualcosa (un problema, un dilemma che ci affligge, etc…?). Abbiamo visto che così non è anche se, è prassi abbastanza consueta, cercare di sollevare una persona crucciata per qualcosa, dicendole: “Tenta di svagarti, non pensarci”. Il nostro cervello non conosce il NO, non recepisce le negazioni e per allontanare da sé un’immagine, deve prima rappresentarsela. Solo successivamente potrà lasciarla andare.

Le statistiche del blog mettono al primo posto del vostro gradimento gli articoli su ansia e panico. In particolare, il maggior numero di visualizzazioni è stato registrato per l’articolo “Attacchi di panico: impara a temere la tua paura!“. Perché? Perché i problemi legati allo stress, all’ansia e al panico sono molto diffusi, molto più di quanto non si pensi. Tra le persone che vi circondano, sicuramente ve ne sono diverse che, pur non esplicitandolo, convivono quotidianamente con questo disagio…e lo mascherano alla grande anche se dentro stanno malissimo. Il messaggio che desideravo passasse a chi conosce da vicino questa realtà è che non sono pericolosi gli attacchi di panico in sé ma il terrore che questi possono suscitare e la possibilità che il soggetto, per paura della paura, pian piano eviti di affrontare le situazioni, anche le più banali.

Cosa dire a conclusione di questo post? Sicuramente grazie. Grazie a voi lettori che siete ogni giorno più numerosi, che partecipate attivamente con i vostri commenti o anche solo inviandomi privatamente delle email. Vi ricordo che le vostre esperienze possono essere condivise qui nel blog in maniera del tutto anonima quindi non abbiate timore a confrontarvi con gli altri membri di questa piccola comunità virtuale.

Rimango sempre a disposizione per i vostri dubbi, le vostre domande e sempre aperta ai vostri suggerimenti su temi non ancora trattati e che vi stanno a cuore. A presto!

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