Parliamo di depressione

depressione

Provate a rispondere a queste domande:

– Cos’è la depressione?
– Chi è più soggetto alla depressione?
– Qual è la causa della depressione?
– Cosa si può fare per uscire dalla depressione?

Ok, adesso che avete risposto, vediamo se il contenuto di questo post coincide o meno con l’idea che avete della depressione. Sicuramente l’articolo di oggi esaurirà solo in parte l’argomento ma prometto di tornare a trattarlo in altre occasioni.

La depressione è una malattia? Può essere rintracciata una causa genetica? Nella maggior parte dei casi la risposta è no. Esiste sicuramente una familiarità, visto che è molto più comune tra i parenti di primo grado, ma si tratta di un fattore determinante solo in una percentuale molto ridotta di casi. Molti ritengono che la depressione sia causata da uno “squilibrio chimico” del cervello ma in realtà non è dato sapere se sia tale squilibrio a provocare il cambiamento d’umore o viceversa. C’è sicuramente una correlazione tra biologia e depressione ma non è corretto parlare di una relazione causa-effetto. D’altronde è dimostrato che la psicoterapia può essere più efficace di alcuni farmaci.

Forse è più opportuno parlare della depressione come di un disordine, per molti individui influenzato più dalla cultura che dalla natura. E’ innegabile l’esistenza di una correlazione tra biologia e umore ma non rappresenta comunque il quadro completo. Considerare la depressione esclusivamente come una malattia può portare l’individuo a considerare il farmaco l’unica possibilità di “guarigione” e a rinunciare a mettere in atto qualsiasi tentativo di cambiamento.

La depressione può colpire persone di tutte le età, cultura, sesso, status socioeconomico. Le donne hanno più possibilità degli uomini di caderne vittima e gli adolescenti rappresentano il gruppo in cui è più alto l’incremento percentuale della diagnosi.
Chi soffre di depressione però non è malato: è una persona che non ha sviluppato adeguate modalità di pensiero e comportamento in grado di proteggerlo dalle difficoltà della vita. Questo però non significa che tali modalità non possano essere apprese. Se fino ad oggi abbiamo osservato il mondo in un determinato modo, non è detto che non possiamo indossare un nuovo paio d’occhiali e cominciare a percepirlo in modo diverso.

A cosa può servire dunque un percorso di psicoterapia? Ad apprendere modalità specifiche che aiuteranno ad affrontare efficacemente la quotidianità e a ridurre quindi la possibilità di ricadere nella depressione. Gli eventi della vita sono per loro natura ripetitivi, quindi, anche se le persone con cui ci relazioniamo possono cambiare, nel corso dell’esistenza ci si trova spesso ad affrontare episodi simili. Una volta sviluppata la capacità di gestirli nel modo giusto, imparando anche ad adattare le proprie capacità alle diverse circostanze, si avranno a disposizione dei validi strumenti per gestire la propria vita senza depressione.

Fonte:

Yapko Michael D. (2002), Rompere gli schemi della depressione, Milano -Ponte alle Grazie.

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