Stress da giungla metropolitana

Grande città. La sveglia suona presto per andare al lavoro. In realtà ti sei già svegliato perché i vicini stanno di nuovo litigando. Colazione veloce, poi di corsa via di casa…ma giù per le scale perché quando hai fretta l’ascensore è sempre occupato. Eccoti in macchina. Con lo sciopero dei mezzi pubblici ti tocca una buona dose di stress al volante. E’ l’ora di punta e vai ai 30km/h. Partenza. Stop. Partenza. Semaforo rosso. E poi il tizio in motorino che fa zig zag tra le auto, quello che ti sta attaccato dietro perché ha fretta come te. Un colpo di fari e gli stai già imprecando dietro. Lo lasci passare e vi scambiate sguardi di fuoco. Censura su quello che stai pensando. Poi realizzi che forse in metro non sarebbe andata tanto meglio, schiacciato come una sardina mentre aspetti con ansia di arrivare alla fermata, stanco delle gomitate degli altri passeggeri. E mentre pensi a tutto questo scansi un pedone che attraversa selvaggiamente la strada. Nuova censura su quello che gli avresti urlato dietro. Sono solo le 9 di mattina e sei già stressato e nervoso come dopo 12 ore di lavoro. Ma perché nel traffico si scatena tutta questa aggressività? “Psicologicamente, l’uomo è programmato per vivere in piccoli gruppi all’interno dei quali si formano forti legami sociali, proprio come avviene ancora oggi nelle comunità di cacciatori-raccoglitori, ma anche nei paesini di campagna dove tutti si conoscono” fa notare Adriano Zamperini, docente di Psicologia Sociale all’Università di Padova. Peccato che oltre la metà della popolazione mondiale viva in realtà in centri urbani medio-grandi. “E’ quindi normale che le situazioni di affollamento in cui l’individuo è costretto a convivere con sconosciuti, nei confronti dei quali ognuno di noi nutre un’istintiva (direi biologica) diffidenza, diventino a rischio”, aggiunge l’esperto.

Nel video, il comico Gioele Dix descrive in maniera molto divertente un altro aspetto della vita metropolitana, ovvero la collera al volante o rabbia da strada (road rage). Questo tipo di aggressività inizia sempre con gli insulti e le minacce verbali e gestuali, spesso enfatizzati da fari e clacson. L’auto però rappresenta un involucro protettivo e difficilmente gli automobilisti scendono dal veicolo, proprio per la difficoltà ad interfacciarsi con sconosciuti. In alcuni casi però si verificano escalation di violenza scatenate da episodi che vengono percepiti come vere e proprie ingiustizie e che si ritiene debbano essere vendicati. Del resto, secondo studi internazionali oltre il 50% degli automobilisti è stato coinvolto in almeno un episodio di rabbia al volante. L’aggressività in auto dipenderebbe dal sovraccarico cognitivo, cioè dal dover prestare attenzione ai numerosi segnali, necessari per guidare, che attivano nel nostro cervello le stesse aree che, fino a qualche migliaio di anni fa, si attivavano nelle situazioni in cui si poteva incontrare un predatore in agguato.

Secondo quanto riportato dai ricercatori dell’Università di Mannheim, la vita metropolitana modificherebbe addirittura la struttura del nostro cervello. In particolare pare che alcune aree del sistema nervoso (amigdala e corteccia cingolata) coinvolte nell’elaborazione della risposta al pericolo, si attivino di più se l’individuo è cresciuto in città. Proprio per questo motivo, la risposta ad alcuni eventi percepiti come minacciosi, risulterebbe impulsiva e a volte violenta.
Litigiosità e conflitti sono molto comuni anche nei condomini, tanto comuni che in Italia le liti condominiali assorbono oltre la metà dei procedimenti giudiziari. La vita in condominio rappresenta un altro contesto altamente stressante perché si deve imparare a convivere con persone che non si sono scelte. E allora che fare per non soccombere alla giungla metropolitana? Imparare a gestire le relazioni e ritrovare il contatto con la natura anche in città…trascorrendo del tempo nelle aree verdi a disposizione o dedicandosi ad un piccolo orto o alle piante del proprio balcone. D’altronde si sa che la natura è un antidoto naturale allo stress.

Fonte: Focus. Scoprire e capire il mondo. N. 253 – Novembre 2013

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