E tuo figlio che fiore è?

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Da quando sono diventata mamma mi sono riscoperta particolarmente attenta alla relazione genitori – figli e non ho potuto fare a meno di notare come carichiamo di aspettative i nostri ragazzi, indipendentemente dalla loro età.


Spesso è molto difficile mettersi in ascolto in maniera autentica e osservare il loro comportamento per scoprire come sono in realtà, al netto dei nostri condizionamenti.

Ricordo ancora con quanta felicità i miei genitori mi portavano alle giostre quando ero piccola e quanto si dispiacevano per il fatto che io non le amavo affatto. Sembrava loro impossibile che non mi piacessero le giostrine con i cavallucci o l’ottovolante.
Allo stesso modo, da mamma, ho ben impresso il momento in cui per la prima volta ho portato mia figlia in un parchetto pubblico e l’ho seduta sull’altalena. Mi aspettavo che si divertisse un mondo e non volesse più scendere e così sono rimasta molto male quando si è messa a piangere tendendomi le braccia per chiedermi di scendere.

Quando i nostri figli crescono, poi, ci aspettiamo che prediligano una determinata attività sportiva, più avanti che seguano un indirizzo di studi piuttosto che un altro, che scelgano una certa professione, magari che si sposino e così via…
Nella quotidianità, invece, possiamo aspettarci che siano sempre di buon umore senza interrogarci sul motivo per cui tengono il broncio o sono scostanti…come se solo noi genitori potessimo averne diritto. O ancora possiamo attenderci che vadano bene a scuola e rimanere delusi se ciò non accade, senza mettere in conto che potrebbero avere bisogno di tempi più lunghi per apprendere.
Tanto più li carichiamo di aspettative, tanto più rimarremo delusi nel realizzare che, molto probabilmente, faranno tutt’altro o si comporteranno diversamente dal desiderata.

Quanti genitori si sono ritrovati a dire ai loro figli: “Non ti riconosco più!” ? In effetti è ciò che avviene nel momento in cui si realizza che la creatura che abbiamo messo al mondo è qualcosa di diverso da ciò che avevamo immaginato (e non un nostro prolungamento!), è altro da noi e dovrà autonomamente trovare la sua strada nel mondo, sì con la nostra guida, ma con un occhio comunque distaccato. Compito dei genitori è dunque scoprire e valorizzare le attitudini dei loro figli sostenendoli, fiduciosi delle loro capacità; insomma, è necessario scoprire quale fiore sta sbocciando senza pretendere di sapere a priori la natura di ciò che si schiuderà.

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