Se c’è la goccia…

insonnia

Oggi desidero condividere con voi un articolo pubblicato sul numero 243 del mensile Focus di gennaio 2013. Credo sia molto interessante perché evidenzia ancora una volta come i farmaci (anche quelli all’apparenza “innocui”) vadano assunti con particolare cautela. L’articolo si sofferma in particolare su un farmaco, utilizzato nei casi di insonnia e particolarmente accessibile all’utenza, che può indurre una grave forma di dipendenza. Riporto i brani più significativi del testo perché so che molti soggetti, soprattutto gli ansiosi, vi ricorrono per riuscire a prendere sonno. Spero possa favorire un’assunzione consapevole.

“Te lo prescrivono con leggerezza com’è capitato a me, e non puoi più farne a meno” scrive in un social network Lloollee: “la dipendenza è la tortura delle 3 sole confezioni al mese che puoi prendere in farmacia” […] Help racconta: “Ho 34 anni e da più di 10 sono dipendente del maledetto Minias (1 flacone al giorno) non so più che fare, voglio smettere perché mi sento un tossicodipendente” […] 

Massimo due settimane. Minias gocce (principio attivo lormetazepan) è un ipnotico-sedativo della categoria delle benzodiazepine, farmaci che hanno sostituito i barbiturici perché con meno effetti collaterali, ma da usare per periodi brevissimi per due motivi: perché causano tolleranza, e quindi per mantenere l’efficacia impongono l’aumento della dose, e perché inducono dipendenza fisica e psichica e quindi alla sospensione scatenano sindromi di astinenza. Nel bugiardino le indicazioni terapeutiche avvertono “trattamento a breve termine dell’insonnia. Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando l’insonnia è grave, debilitante e sottopone il soggetto a grave disagio”. Nella posologia si legge che il trattamento deve essere il più breve possibile, da pochi giorni a due settimane fino “a un massimo di quattro, compreso il periodo di sospensione graduale”. E in caso di trattamento superiore a due settimane, la somministrazione di Minias non deve essere interrotta bruscamente perché “i disturbi del sonno potrebbero ripresentarsi con intensità più elevata”. La singola dose, per adulto è di 10-20 gocce, nei pazienti anziani di 5-10 gocce e avverte di “non superare la dose massima”. “Perché causa dipendenza” spiega Fabio Lugoboni, del Servizio di medicina delle dipendenze del Policlinico di Verona.

Flacone. Insomma, farmaci da prescrivere veramente con il contagocce. Quindi il flacone da 20 ml (1 ml = 25 gocce), che contiene 500 gocce, è più che sufficiente non solo per la terapia di due settimane ma anche per la dose a scalare delle altre due settimane della terapia. E allora come fanno i pazienti ad assumere 1, 6, 8 flaconi al giorno?  “O addirittura 15” precisa Lugoboni “anche se i ricoverati per la disintossicazione consumano una media di un flacone al dì”. 

Effetti collaterali. La dipendenza da Minias è un effetto collaterale, un danno da farmaco (iatrogeno) diffuso. Ma ignorato: il Minias (come tutte le benzodiazepine) non è rimborsato dal SSN. La ricetta, su carta intestata del medico vale 30 giorni, per massimo 3 confezioni da vendere separatamente, alla faccia delle indicazioni del bugiardino. Il farmacista a ogni dispensazione può timbrarla (ma non è obbligato a farlo), annotando la data di vendita, e alla scadenza del mese non ha titolo per ritirarla. Quindi, nonostante l’evidente abuso, è impossibile risalire ai medici e ai farmacisti responsabili dell’eccesso  di prescrizione o di dispensazione. In questo caso infatti la responsabilità non è delle vendite online: Minias gocce è in vendita solo in Italia e Spagna. “Regioni e Asl dovrebbero adottare meccanismi di controllo più stringenti su prescrittori e farmacisti” dicono all’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco). Non esistono dati recenti sull’abuso di Minias. Né su quello da benzodiazepine. Un solo, vecchio studio, effettuato 20 anni fa dai farmacoepidemiologi dell’Università di Bologna su 62 medici calcolava che utilizzavano benzodiazepine l’8,6% degli italiani e il 18,8% degli anziani; che più della metà degli utilizzatori (56%) erano consumatori cronici e di questi, il 15-44% erano dipendenti in modo patologico. Da allora i consumi sono ulteriormente aumentati: il rapporto Osmed dell’Aifa dimostra che il consumo di benzodiazepine è passato dalle 50,2 dosi giornaliere per mille abitanti del 2003, alle 53 del 2011. E a farla da padrone è il lormetazepam, passato da 3,6 dosi/giorno per mille abitanti del 1990 a 13,8 del 2011. 

Dipendenza. Ogni settimana Lugoboni ricovera nel suo reparto due pazienti dipendenti da Minias gocce per disintossicarli. Sulla rivista scientifica ‘Risk management and healthcare policy’ ha analizzato l’attività degli ultimi 7 ani del suo reparto: 4 letti per circa 150 pazienti l’anno. Su 879 pazienti trattati per ogni tipo di dipendenza (droghe, alcol ecc.), 281 (32%) erano dipendenti da benzodiazepine. In vendita ci sono 26 principi attivi diversi, e 20 diversi tipi di generici a base di lormetazepam, ma la metà dei casi di dipendenza sono da Minias gocce. Focus ha contattato l’azienda produttrice del Minias, Bayer, che ha commentato: “Siamo sensibili al problema e adotteremo tutte le misure che si renderanno necessarie o che l’Aifa vorrà adottare”.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ansia e attacchi di Panico, Psicologia e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

115 risposte a Se c’è la goccia…

  1. Sergio M. ha detto:

    Mi colpisce il fatto che a distanza di quasi una settimana dalla pubblicazione di questa nota, nessuno abbia ancora commentato questo articolo nonostante l’elevato numero di ricette “staccate” con facilità dai medici nel prescrivere questo farmaco come la Dott.a Tornello ha sottolineato. Questo farmaco fa parte della famiglia la cui molecola si basa sulle benziodiazepine che hanno, tra gli altri, l’effetto collaterale di dare dipendenza. Io stesso ne faccio uso da anni e sto cercando con la psicoterapia nonchè con il neurologo che mi segue, di ridurre a scalare la dose che assumo fino ad arrivare a non assumerne più. La difficoltà, almeno nel mio caso, sta nel fatto che appena inizio a ridurre la dose, alla prima difficoltà che mi si presenta e che mi genera ansia e/o agitazione ritorno alla dose iniziale. Perchè? Perchè se la stessa situazione la gestivo con il farmaco dosato, per esempio a 100, superandola con la dose dimezzata, ad esempio a 50, non riesco o penso di non farcela, per cui la prima soluzione che viene in mente è: riprendo la dose a 100! Provo per un pò a resistere e ad insistere ma non vi è nulla da fare, la ricaduta al vecchio dosaggio ritorna.E non c’è niente da fare. Io ho la fortuna di non assumerne una dose eccessiva e non per problemi di sonno ma, questo meccanismo difficoltà – farmaco è veramente difficile da spezzare. Al momento la sola soluzione o almeno la sola che io conosco, è la riduzione del dosaggio del farmaco poco per volta e per parecchio tempo, cioè da 100 si passa a 75 per alcune settimane (3 o 4), poi si passa a 50 e così via, ma è chiaro che se da parte mia non c’è la volontà di resistere alle tempeste le ricadute sono inevitabili. Per fortuna non sono da “disintossicazione” ma, riuscire ad eliminare questa dipendenza mi piacerebbe. Ho voluto riportare questa mia testimonianza per condividerla con voi e per sapere se anche fra di voi c’è qualcuno che ha fatto o sta facendo questo tipo di esperienza.

    • Grazie per questa testimonianza Sergio. E’ stato molto coraggioso a riportare la sua esperienza: non è facile ammettere di avere un “problema” con un farmaco. Il fatto di essere seguito è un grande vantaggio e con un po’ di determinazione ce la farà a vincere la sua battaglia. Mi unisco anche io al suo appello: chiunque volesse partecipare alla conversazione, riportare la propria esperienza con il Minias o altri farmaci simili è ben accetto.

      • Elisabetta ha detto:

        Buongiorno
        Mi chiamo Elisabetta e ho 51 anni.
        Ho iniziato ad assumere il Minias circa 4 anni fa a seguito di un grande spavento (mio padre ha rischiato di morire), 12 gocce al giorno. Non riuscivo più a dormire, stavo sveglia quasi tutta la notte con un’ansia terribile.
        Dopo circa un anno ho smesso scalando di una goccia a settimana e devo dire che non è stato difficile, l’anno scorso mio padre si è sentito di nuovo male e ho ripreso l’uso del minias, 18 gocce al giorno.
        Da qualche giorno sto cercando di scalare come ho fatto la prima volta.
        Ma dormo malissimo.
        Sono una persona molto ansiosa, mi preoccupo per tutto.
        I miei figli che sono lontani, i miei genitori che son vecchi e ora anche loro lontani…
        So il motivo delle mie ansie e so che non sono risolvibli nel senso che è la paura di perdere i miei cari che mi spaventa…in più loro sono in Italia e io qui in Olanda.
        Cosa posso fare?
        So controllare la dose, non la supero di certo, ma ho letto che può provocare gravi danni al cuore ed è per questo che voglio smettere non per la dipendenza.
        In più qui, i medici non ti danno nulla del genere per dormire.
        Avrei bisogno di un consiglio.
        Cosa posso fare per dormire e smettere allo stesso tempo il minias?

        Grazie

        Elisabetta

    • Alessandra ha detto:

      Io sono un ragazza di 34 anni , dopo un periodo di depressione ho iniziato a bere ma già facevo uso di minias . Ho avuto il coraggio di chiedere aiuto e fra un po’ inizierò un’adeguata terapia . Mi è piaciuto tantissimo il suo articolo e confermo ogni disagio che crea nelle persone l’assunzione del farmaco . Qualcuno si è svegliato ! Alexandra.

    • pon pon ha detto:

      devo anche io aggiungermi alla lista dei dipendenti-drogati da minias,ho quasi 40 anni , nessuno sa nulla tranne la mia famiglia…… ne assumo da anni credo 14 anni…prima in dosi minime poi alterne , cercando di scalare ho aggiunto di tutto nel tempo su consiglio di varie specializzande che mi seguivano…antidepressivi,stilnox, lyrica,xanax ecc.poi ho iniziato a bere perchè le 100 gocce non mi bastavano più…e a mangiare per ansia….ma chi mi seguiva non ha forse capito e così ho mollato le sedute…nella mia città non trovo un aiuto da persone competenti e non posso ricoverarmi perderei il lavoro……
      quest’estate raggiunto il livello di 2 boccette in 4 giorni…mi son messa a diminuire una goccia al giorno……mi son resa conto che ne prendevo tantissime ma a volte non le contavo nemmeno più…..ora ho una sindrome di astinenza fortissima…e non trovo uno psichiatra o terapeuta serio che mi segua…son arrivta ieri a 69 gocce..ma inizio ad aumentare lo xanax……Mi dispiace ma è veramente un veleno il peggiore…..e la mia vita sociale, familire ecc ne è totalmente condizionata…grazie di averne parlato……………..grazie ancora a tutti

      • Francesco ha detto:

        Sono stato nelle stesse condizioni. Ci sono riuscito a scendere a 10 gocce solo facendo sport che mi toglie lo stress e mi fa produrre endorfine.
        Ti consiglio tanto SPORT ogni giorno e piano piano ci riesci perché con le endorfine e con il fatto che ti sei scaricata tutto e’ più semplice e più bello.
        In realtà lo sport mancava anche quando abbiamo cominciato a prendere Minias o altre schifezze.
        Ce la puoi fare tranquillamente.
        Ciao

    • GIANLUCA SERRA ha detto:

      Grazie di tutto quello che fatte ho imparato tanto..

    • Patty ha detto:

      Io ho trent’anni da tanti presa dentro con sto minias… Però ero ank a metadone ma quello che voglio dire è che in gravidanza sono riuscita a levare il metadone più facilmente del minias quale sono scesa a 20gtt al giorno al nono mese. I dottori mi dicevano che far tutta sta fatica in gravidanza invece che far bene al bimbo avrei potuto abortire. Feci come mi dirono, lei nacque sana e senza astinenza e ank senza epatite. Ma io ho dovuto salire di nuovo col minias, e dimessa in una comunità terapeutica per madri tossicodipendenti. Sennò la bimba veniva subito adottata invece li sono potuta stare con lei. Ora siamo a casa tt Ok lei è un sole nn so come ho potuto far una cosa così bella. Be x esperienza vi garantisco essendo stata una tossicodipendente mi rendo ben conto di che dipendenza da. Io ancora sono a metadone Ok ma nn penso a quello, quello nn mi sballa mica solo copre l’astinenza da eroina…. Ma SO CHE SE DOVESSI AVERE UNA RICADUTA IO PUNTO IL MINIAS non l’eroina. Garantito .E questo la dice lunga su quanto è difficile togliere sto farmaco. E anche che ho più facilmente tolto il metadone in gravidanza, la prima volta , piuttosto del minias.. È un farmaco bastardo

  2. Maria Rosaria ha detto:

    Anche io credo di soffrire di una cosa simile anche se con un farmaco diverso, lo xanax. Fortunatamente lo prendo al dosaggio minimo, copmpresse da 0,25 3 volte l giorno. Ma mi sono accorta come Sergio che ai miei tentativi di ridurre, saltando sporadicamente una compressa, l’ansia diventa insopportabile e quindi ci “ricado” subito. Dipendenza psicologica, dipendenza fisica non lo so…fatto sta che sto aspettando le ore 16,00 di oggi perchè finalmente mi sono decisa a farmi vedere da una specialista per poter affiancare alla terapia farmacologica anche un sostegno psicoterapeutico, credo che i farmaci riducano i sintomi ma non li curino. Grazie dell’attenzione, Rosaria

    • Grazie per il suo contributo, sarà utile a chi come lei si trova nella stessa condizione. In bocca al lupo per la sua psicoterapia: sono sicura che ne trarrà enorme giovamento. Se le va, ci tenga aggiornati.

      • Maria Rosaria ha detto:

        E’ faticoso davvero liberarsi da questa dipendenza. Purtroppo per il momento non riesco. E’ vero che ho dentro molte emozioni contrastanti…forse non è ancora il momento…Però la psicoterapia comincia a dare i suoi effetti. Per lo meno, comincio ad accettare certe cose….Quindi, spero proprio di riuscire a fare a meno di questi farmaci più avanti. Però ho preso coscienza che non devo vergonarmi se al momento ne sto facendo uso. Tutto passa. Basta guardare avanti!!!!Saluti!

      • Vergognarsi mai! Sono certa che quando si sentirà più sicura di se stessa, riuscirà ad abbandonare questa sorta di “copertina di Linus”. In bocca al lupo e buona Pasqua.

      • Stella ha detto:

        Io faccio uso da oltre 20 anni di lexotan e da poco sto cercando di autodisintossicarmi.sto malissimoooo.ho ripreso a fumare.ho attacchi di ansia e panico.no voglio più uscite di casa. Ho paura di tutto.grazie.

    • Patty ha detto:

      Ciao sono patty del commento sopra. Ti sono vicina in quanto le xanax le prendo anch’io anche se in pastiglie da 1 normalmente danno quelle da 025 fino al massimo di 3 mg a compressa so che in gocce tutte le benzodiazepine che ho provato sono molto molto più facilmente adattabili ad uno stile di vita tossico perché mentre una compressa ci mette anche un’ora a fare effetto le gocce le senti arrivare” salire” molto in fretta perciò il tuo cervello come assume le sue gocce aspetta l’efficacia del farmaco mentre in pastiglia essendo molto più lunga non arrivi ad associare l’Assunta del farmaco al beneficio dato in un tempo più lungo detto questo oltre al Minias che la mia croce Il xanax in pastiglie lo prendo anch’io. Ed è un farmaco molto potente anche quello perché in genere come ho detto lo danno in pastiglie da 025 mg io ne prendo una da 1 che sono come quattro di quelle bianche da 025 non so bene cosa voglio dirti voglio solo dirti che ti sto vicina perché capisco benissimo capisco in pieno le benzodiazepine sono la mia croce altro che il metadone ti faccio tanti auguri e speriamo che insieme riusciamo a farcela io non ne posso più mandi Patty

  3. Alba ha detto:

    Mia suocera, mio marito e sua figlia sono da anni “dipendenti” dal Minias. Quello che ho appurato in questi anni è che comunque i medici non fanno nulla, prescrivono solamente; e i farmacisti non controllano la ricetta e vendono, vendono, vendono. E’ il paziente che deve fare la scelta di amarsi di più e sganciarsi da questa dipendenza. Con tristezza ammetto che pochi lo vogliono fare; è meglio dare la colpa alle gocce che non funzionano e non prendersi la responsabilità di disintossicarsi e vivere sani.

  4. viola ha detto:

    ho 36 anni, prendo minias gocce da 5 anni, ne sono completamente dipendente. come è vero “l’incubo delle 3 boccette al mese” concesse! a me non sono sufficienti, lo faccio prescrivere anche ai miei genitori ma poi le ricette le utilizzo io. adesso sono incinta, il ginecologo me l’ha concesso, 30 gocce al giorno, non mi sono sufficienti e spesso aumento. sono giudicata a tutti, il mio compagno mi rende la vita un incubo, dice che mia figlia nascerà già dipendente, che non mi impegno a cercare vere soluzioni. ho fatto psicoterapia per 4 anni, è stata utilissima per moltissime cose, ma non ho mai diminuito il minias. in gravidanza è anche peggio, sono sempre in ansia e sempre tesa, ne prenderei una bottiglietta al giorno (dosaggio che in passato ho raggiunto numerose volte). non so come affronterò questo problema, so solo che dovrò affrontarlo e sarà una dura battaglia.

    • Buonasera Viola,
      grazie per il suo contributo. Immagino quanto possa essere doloroso parlare di certe cose…
      Sono convinta che sarà in grado di uscire da questa dipendenza. Le basterà trovare la forza di chiedere aiuto e affidarsi a professionisti competenti.
      In bocca al lupo x la sua maternità!

    • Patty ha detto:

      Sono Patty no ho 30anni ho già scritto ma io in gravidanza sono riuscita a togliere il metadone ma non il minias, ma come x te, in caso scala anche una goccia alla settimana si so quanto è dura ank’io volevo levarlo prima del parto ma nn sn riuscita perché già la mia gravidanza è stata terribile, il più tolto il metadone, i dottori mi hanno detto che se sforzavo il mio fisico all’inverosimile invece che far bene al bimbo avrei potuto abortire. Quindi fai come ti dicono i dottori la mia ora ha 5anni è un sole nn ha avuto astinenza (e se la ha se lo toglie da sola allattando ma devi allattarla tu!!! Cmq tutto bene ank se io dopo quei nove mesi che mi sono sembrati 2 anni sono stata portata in una comunità terapeutica per madri tossicodipendenti perché sennò la adottavano alle dimissioni. Ora tutto Ok ma in comunità mi hanno rialzato col minias e ridato il metadone. Ma la bimba è sana ne astinenza e neanche l’epatite . tanti tantissimi auguri da una mamma come lo sei o sarai tu. Segui quello che ti dicono i medici. ..ciao Patty

  5. daniele ha detto:

    mi chiamo daniele ho 25 anni ,e sono già dipendente dal genetico delle minias da circa 4anni;
    ma il mio problema e un po piu grosso del vostro credo xke assumo pure il metadone
    da 5 anni e infine mi prescrivono pure le rivotril.
    e da un mese ke sto cercando di scalare a poco poco sembrerebbe che se ci metti un po d’impegno ce la puoi fare su tutto,certo io dovrei togliere una cosa alla volta xò mai perdere la speranza…grazie

  6. francesco ha detto:

    Sono Francesco e casualmente sono capitato su questo blog che trovo veramente utile ed importante. Non ho mai assunto farmaci di alcun genere, però mia moglie ha, da sempre, fatto uso di ansiolitici, tra cui il minias. So, quindi, i suoi effetti con tutte le conseguenze negative annesse e connesse. Da circa 4 anni, grazie soprattutto al suo impegno, non assume più alcun farmaco e ne è venuta fuori alla grande, recuperando la sua piena libertà. Questo per testimoniare che è possibile uscirne con grande vittoria.
    A tutti Voi, miei cari Signori, l’augurio più vero e a Lei, dott.ssa Graziella, il ringraziemento per il blog certamente opportuno, costruttivo e valido.
    Francesco

    • Caro Francesco,
      non immagina quanto la sua testimonianza possa essere preziosa, soprattutto per chi sta cercando di spezzare le catene della dipendenza. Grazie davvero.
      Sono anche grata per le parole che ha speso sul mio blog…spero che farà un po’ di pubblicità 😉
      Buona serata.

    • pon pon ha detto:

      caro Francesco mi spieghi meglio coem è stato il percorso di diminuzione di tua moglie, da chi è stata seguita, e da quante gocce era partita per diminuire….mi sarebbe di aiuto capire..e mi da speranza, grazie

    • cristina ha detto:

      E’ bello sintir dire “”CE LHO FATTA””””” anch’io , dipendente dal Minias e devo dire che ce la sto facendo…..tanta voglia e volontà di nn dipendere più’ da questo farmaco DEVASTANTE…….io IN 20 GIORNI HO FATTO UNO SCALAGGIO IMPRESSIONANTE CHE HA LASCIATO IL MIO NEURO PSCHIATRA MERAVIGLIATO…..HO COMINCIATO CON UNA DISINTOSSICAZIONE CON DELLE INIEZIONI MA LA VOLONTA’ ERA ED E’ IMMENSA…… E’VERO CHE HO UNA CRISI D ‘ASTINENZA MA NN MOLLO HO FATTO TANTO E NN POSSO TORNARE INDIETRO…..STRINGO I DENTI CON TUTTE LE DIFFICOLTA’ MAL DI OSSA, SUDORAZIONE , MAL DI TESTA CONTINUI, ANSIA , MAL DI DENTI , IPERSENSIBILITA’ AI SUONI….SEMBRA DI MORIRE MA NN DEMORDO…ORA SONO ARRIVATA A PRENDERE 1/2 COMPRESSA E STO CONTINUANDO PER ELIMINARE COMPLETAMENTE…..STO MALE E’ VERO E TANTO , MA LA SODDISFAZIONE CHE HO PER ESSERE RIUSCITA MI DA’ MAGGIORMENTE FORZA……
      AUGURO A TUTTI COMPRESA ME DI RIUSCIRE…CE LA FACCIAMO….

  7. Giuseppe ha detto:

    Ho due sorelle, una ha combattuto contro il minias e ha vinto con un enorme sforzo, l’altra ne é totalmente schiava. Non riesce a liberarsi di questo veleno che le sta rovinando la vita e la salute. Non sopporto che si consenta la libera vendita di questa trappola per deboli. Di questo prodotto, che se assunto senza controllo, rovina vite e famiglie.

  8. Andrea ha detto:

    …Minias…Una droga a tutti gli effetti…prima te ne liberi meglio è……..

  9. grazia ha detto:

    sono grazia, ho 51 anni, da oltre venti anni assumo minias in dosi massiccie, arrivando anche a due boccette al giorno, poi a quaranta anni una gravidanza. questo mi ha spinto a smettere in una settimana, non vi dico cosa è successo in quella settimana, le pareti giravano, i suoni più flebili rimbombavano nelle mie orecchie, credo di aver visto l’inferno, non ho dormito x nove mesi ma ho portato in fondo la mia gravidanza con una splendida bambina, ho anche allattato a lungo, ma il mio pensiero e la mia ansia mi portavano sempre al pensiero del minias, finchè l’ho ricomprato ed è ricominciato il mio calvario. boccette ovunque, in borsa sempre. ora vorrei smettere, troppr volte ci ho provato, troppe volte psichiatri o psicologi hanno cercato di affiancare il farmaco con altre sostanze che mi hanno portato ad urinare a letto o non riuscire più a verbalizzare. credo che la mia unica salvezza sia ricorrere alla disintossicazione in un centro assistito. anche se questo significa ammettere in pubblico che non sono la persona che tutti credono. ma lo devo a mia figlia……

    • Carissima Grazia,
      innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi un’esperienza di vita così delicata.
      Decidere di disintossicarsi significherà ammettere in pubblico che lei è una donna coraggiosa! Non c’è niente di male a chiedere aiuto.
      Deve farlo per se stessa e per la sua bambina. Vedrà che troverà tante persone al suo fianco che saranno felici di sostenerla in questo percorso.
      In bocca al lupo per tutto e che il 2014 le porti tutta la serenità che merita.

  10. Armando ha detto:

    Salve, ho 27 anni e da circa 6 mesi assumo Minias gocce.

    Tutto e’ iniziato con una crisi di panico dopo la quale sono rimasto in uno stato di forte ansia durante i giorni successivi, con conseguente insonnia.

    Ho provato inizialmente ad assumere valeriana, che in passato mi aveva aiutato efficacemente, per insonnia legata a un po’ d’ansia non dovuta a crisi di panico. Pero’ questa volta non e’ stata sufficiente, quindi sono andato dal medico che mi ha prescritto il Minias.

    Lo uso per lo piu’ prima di andare a letto, prendendone dalle 7 alle 15 gocce, comunque lo porto sempre con me durante la giornata e qualche volta mi capita di utilizzarlo durante momenti ansiosi particolari, per paura di avere una crisi di panico.

    Assumo anche 50 gocce di tintura madre di iperico 2 volte al giorno e devo dire che mi aiuta parecchio a diminuire l’ansia, migliora l’umore e rende piu’ soportabili gli effetti collaterali del minias (l’iperico inizia ad agire dopo un mesetto di assidua assunzione).

    Quando assumo Minias mi sento rilassato, allegro, senza preoccupazioni.

    Gli effetti collaterali che ho sperimentato col minias sono depressione (sensazione che si spenga il cervello, visione del mondo triste, percezione che non ci siano speranze, sembra che nulla sia piu’ interessante), derealizzazione (la realta’ viene percepita con angoscia come “strana”), percezione fastidiosa di luci (soprattutto intermittenti tipo quelle dell’albero di natale) e suoni.

    Questi effetti mi si manifestano qualche ora dopo l’assunzione del Minias (se assumo piu’ gocce gli effetti si manifestano piu’ tardi, credo in pratica di soffrire di crisi di astinenza gia’ dopo poco tempo e piccoli dosaggi) e durano un oretta o due (dipende dalla quantita’ assunta). Se non assumo l’iperico i sintomi aumentano di durata e intensita’. In caso di necessita’ 4 gocce durante la “crisi di astinenza” mi aiutano a sopportare meglio questa “fase”.

    Cerco sempre di assumere la quanita’ minore posssibile per limitare gli effetti collaterali e cerco di resistere il piu’ possibile senza prenderne ulteriormente durante le “crisi di astinenza”, perche’ so che “tra poco passa” ma non riesco a smettere mai completamente per paura di non dormire o di avere crisi di panico.

    Una droga.

    • Grazie anche a lei Armando per questa testimonianza…
      Ha già parlato con il suo medico di questi effetti collaterali?

      • Armando ha detto:

        Grazie a lei per aver pubblicato la mia testimonianza.

        Non ne ho ancora parlato con il medico. I timori sono quelli di una sospensione della prescrizione e di passaggio ad altro/i farmaci con conseguenti altri effetti collaterali. Almeno questo ho imparato a “gestirlo”. La cosa migliore sarebbe non assumere piu’ nulla, ma allo stato attuale considerando benefici e svantaggi, mi “accontento” di questo.

        Leggendo le testimonianze precedenti, desideravo precisare che il farmaco impiega circa 10/15 minuti ad agire, ma anche 30 in caso di piccole quantita’, lo sottolineo perche’ forse questo lasso di tempo tende a far pensare alla persona che lo assume che il farmaco non stia funzionando e lo spinge ad assumere una dose maggiore.

      • Ringrazio tutti voi perché ve la siete sentiti di condividere la vostra esperienza. Francamente non avrei mai creduto che così tante persone avrebbero scritto… Mi fa molto piacere che vi sosteniate tra voi, che vi incoraggiate. Ovviamente è anche indispensabile un supporto medico/psicologico. Se ne può uscire: questo è il messaggio più importante che desidero trasmettere!

    • pon pon ha detto:

      armando ti prego …scala subito..ne prendi così poche che puoi liberartene in breve tempo, cerca un buon terapeuta…ma evita il minias …ho iniziato anche io così per un attacco di panico… e ora non ne vengo più fuori…..tu devi solo volerlo….lotta con me

      • Armando ha detto:

        Ciao, grazie per il tuo incoraggiamento

        Cosa intendi per terapeuta? Uno psicologo? Una psichiatra? Il medico di base? Tu come stai procedendo? Quali sono i tuoi sintomi? Come mai hai aumentato le quantita’?

    • pon pon ha detto:

      caro Armando non accontentarti perchè il minias prenderà il sopravvento, ne prendi poche puoi fare una psicoterapia per la ansia e tentare una via naturale non farmaci, ma con così poche gocce io ti consiglio di eliminare da subito il minias, chiedilo tu a chi ti cura senò cambia.Io ho iniziato tanti tanti anni fa nello stesso modo,…il corpo poi si abitua e te ne servono sempre di più….io aumnetavo le quantità perchè non te ne accorgi ma inizi a dire bhe ne metto 10 di più e arrivi come me che a dosi alte per ridurre hai sbalzi d’umore, nervi della schiena che saltano, ansia rebound, panico, sonno disturbato..mancanza di libido, difficoltà al lavoro…dimentico le cose, scrivo male, non posso permettermi un viaggio perchè so che non dormirei.e tante altre cose che mi impediscono di fare una vita normale….Sicuramente io riprendo con uno psichiatra e uno psicoteraopeuta e se va male dovrò ricorrere al ricovero….perchè ho provato infinite volte ma ogni volta ……ritornavo indietro…..

      • Armando ha detto:

        Grazie 1000 per i tuoi consigli.

        Ti faccio i miei migliori auguri per una pronta guarigione, percepisco nelle tue parole una forte determinazione a cambiare le cose, ce la farai! :))

  11. denise ha detto:

    Preziosissima Dottoressa Tornello:)

    Caro Armando e Cara Pon pon ED è a VOI TUTTI NATURALMENTE che mi rivolgo…

    dobbiamo combattere questo male assurdo e devastante che è la “depressione”:((…!!!
    …12 anni fa (ora ne ho 36) anche io fui una vittima di questo male…fui fortunatissima pero’ nel trovare un validissimo neurologo che tuttora ringrazio infinitamente…il quale accompagnandomi per quasi 1 anno, mi prescrisse XANAX in piccole dosi…che FORTUNATAMENTE mi tolsi subito il pensiero di escludere completamente…(sai com’è doVendo andare in ufficio non era proprio il massimo dormire davanti il computer…)e l’antidepressivo XEROXAT….ammetto che quest’ultimo fu piu’ difficile da escludere…ma tolto completamente anch’esso…

    Ora, a distanza di anni, ammetto di avere continui attacchi di ansia e panico QUELLI NON MANCANO MAI…PURTROPPO ma che cerco di gestire tutto da sola…(…in questi anni mi è accaduto un paio di volta di assumere nuovamente ansiolitici…) perchè no….ricontattando nuovamente uno psicologo che mi aiuti….A CAPIRMI e a gestire meglio cosa c’è nel mio cervello:(

    Non scoraggiatevi mai!!assolutamente vietato farlo….stimo anche io tutti coloro che hanno avuto il coraggio di parlare e di confrontarsi…CONDIVIDERE ….non è una vergogna…

    ….NOI SIAMO PIU’ FORTI DI LEI…DOBBIAMO CREDERCI VERAMENTE…
    TANTI AUGURI DI CUORE UNA BUONA VITA A VOI TUTTI!!!

  12. Armando ha detto:

    Grazie Denise per le tue belle parole!

    E’ lodevole come tu sia riuscita a decidere di sospendere i farmaci e a cercare di gestire da sola l’ansia.

    Sicuramente la psicoterapia o comunque un qualsiasi supporto psicologico e’ importante, come puo’ essere lo scambio di esperienze su questo blog, l’aiuto di un professionista, e i libri. Personalmente non ho mai letto cosi’ tanto, quanto in questo ultimo periodo!

    Visto che non vuoi assumere farmaci, mi sento di consigliarti, considerando la mia esperienza personale positiva, di provare ad assumere iperico, si vende sia sotto forma di capsule che di gocce. Magari tra un mesetto puoi darci la tua testimonianza a riguardo 🙂

  13. denise ha detto:

    Caro Armando:))

    Grazie infinite!!!e’ per me prezioso il consiglio che mi hai dato:))) …NON IMMAGINI QUANTO!!

    Non merito i tuoi complimenti…SEI STATO MOLTO MOLTO CARO….alle volte penso invece di essere stata fin troppo incosciente a non assumere nulla in tutto questo tempo…dico questo perchè, proprio in questi giorni non mi sento “…in forma…” :(…eventi inaspettati nella mia vita alla quale non ero tuttora preparata mi hanno un po’ tanto scossa…)…magari fossi stata un po’ piu’ prudente in passato non mi troverei “…cosi’ impanicata come questi giorni…” o forse non c’entra nulla quello che dico….forse sto vaneggiando…SCUSA…

    (Per di piu’ patisco da morire il cambio di stagione…:(( )

    Proprio per questo motivo dopo un bel po’ di anni ho deciso di andare dallo psicologo…
    accettando CON IMMENSA GRATITUDINE I CONSIGLI DELLA NS DOTTORESSA/AMICA…(…mi perdoni Dottoressa ma è ormai diventata per tutti noi preziosa..)

    Non sono niente di piu’ e niente meno di te credimi…cerchiamo di combattere questo male come meglio si riesce… tutto li’ !!!!

    Io invece ti ammiro/vi ammiro…perchè tutti noi cerchiamo di uscirne fuori ed è spledido il coraggio che ci diamo a vicenda:)

    VI TERRO’ INFARMATI E GRAZIE INFINITE PER LE TUE /VOSTRE SPLENDIDE PAROLE …

  14. denise ha detto:

    Dottoressa mi perdoni per il disturbo…

    sarebbe per me prezioso sapere cosa ne pensa della mia decisione di consultare uno psicologo..

    in realta’ ho una paura folle che mi possa tornare la depressione di 13 anni fa…è questo purtroppo mi crea una quotidianeita’ ANSIOGENA …da una settimana circa…

    SCUSI IL DISTURBO….

    E’ CON IMMENSA GRATITUDINE CHE LE AUGURO UNA BUONA GIORNATA:))))

  15. Sergio ha detto:

    Ciao a tutti, ho letto con estremo interesse i commenti che avete lasciato e che hanno toccato diversi aspetti sia di questa problematica ma, anche di altre. Ho letto infatti fra le tante parole anche quella relativa alla “depressione”. Ebbene il mio parere è che assumendo da 21 anni psicofarmaci di varia natura, dalle benzodiazepine agli SSRI, per scivolare sugli stabilizzatori del’umore è che da qui non se ne esce. Non è per scoraggiarvi ma, semplicemente per invitarvi ad imparare a convivere con questo “amici” che sono i famigerati psicofarmaci. Perchè scrivo questo. Perchè a mio parere se in famiglia, e nella mia il caso c’è, eccome se c’è, è presente un caso di depressione/ansia è probabile che anche noi (filgi) ne saremo vittime in misura più o meno importante. Io ho il caso di mia mamma che cura una depressione da anni assumendo farmaci molto più potenti di quelli citati qui (fra il cui il famigerato minians) ed in dosi molto più massicce. Eppure c’è, è con noi, sta bene è lucida, e posso dire che con tutte le altre patologie che ha a corredo vive e partecipa alla sua vita anche se limitata nella sua casa. Meglio lì con la badante che in una casa di riposo, dove gli anziani li uccidono prima.
    Quindi io quello che sto cercando di fare è di convivere con questa situazione: cioè prendo gli psicofarmaci e allora? A me putroppo è toccata la parte di questa “malattia”, mentre ad esempio a mio fratello no. Quindi prendiamo atto che dagli psicofarmaci non ci staccheremo mai, semplicemente giocheremo con il loro dosaggio. Ci saranno giorni e periodi della nostra vita con dosaggi bassi quasi pediatric e giorni invece dove dovremo necessariamente alzare il dosaggio delle medicine per continuare a lavorare, studiare, amare. Perchè penso che se mia mamma = depressa/ansiosa; anche io = depresso ed ansioso? Perchè è nel DNA che i nostri genitori ci hanno dato e che ci accompagnerà tutta la vita. Infatti se ti danno la sertralina, che aiuta ad affrontnare la depressione, è perchè il tuo cervello, in questo caso il mio, non ne produce abbastanza, e quindi con dosi da 50mg, a volte e a volte da 100mg “tiro avanti”. La cosa difficile? Imparare a vivere con questa situazione che non deve far vergognare, non siamo dei drogati, ma dobbiamo invece mettere da parte la presunzione di dire: basta farmaci. E poi perchè? Se aiutano e ti fanno stare bene ma, ben vengano! Ne prendo troppi e sempre di più? La medicina offre una gamma di psicofarmaci per tutti i gusti e tutte le tasche, basta trovare il tuo e vedrai che starai bene. La psicoterapia? Aiuta, parli, ti apri, ti sfoghi. Cura con le parole e non con le medicine, ma purtroppo anche lei così come le medicine non guariscono.

    • Buonasera Sergio e ben trovato.
      La ringrazio per il suo contributo ma non sono pienamente d’accordo. Molti medici suggeriscono che la depressione sia causata da uno “squilibrio chimico nel cervello” ma l’esistenza di tale squilibrio in realtà non è stata pienamente dimostrata. Si ipotizza uno scompenso nel caso in cui un individuo manifesti una forma depressiva e tale ipotesi sembra confermata se reagisce bene ai farmaci antidepressivi ma i farmaci che hanno un effetto sull’umore agiscono anche in assenza di “squilibri cerebrali”. L’idea che questi squilibri biochimici siano causa della depressione è semplicistica. Inoltre recenti ricerche suggeriscono che la psicoterapia possa in qualche misura modificare la fisiologia esattamente come i farmaci. Quello che è sicuramente vero è che assumere un farmaco è più semplice che intraprendere una psicoterapia e dà effetti più immediati.
      Ps. Cosa si intende per psicoterapia? Solo uno sfogo? Parlare con qualcuno? Credo sia molto molto di più…e mi ha dato uno spunto di riflessione per un prossimo articolo 😉 . Saluti

  16. Sergio ha detto:

    Buona sera Dottoressa, grazie per la sua risposta e per il ben tornato. Anche a me fa piacere ogni tanto scrivere sul suo blog e condividere le mie idee con altre persone. In attesa di leggere il suo prossimo articolo cerco di rispondere alla domanda che mi ha posto: che cosa intendo per psicoterapia. Premesso che ho avuto l’opportunità, sia economica che di tempo, di partecipare, nel tempo, a diversi colloqui psicoterapeutici ho sempre vissuto la psicoterapia come due possibilità: la prima come se fosse un corso e la seconda come un poter parlare liberamente (notare l’avverbio “libera mente”) . La prima possibilità, quella del corso, è stata da me vissuta come un qualcosa che ti insegni a fare questo se ti succede quello; ad usare questa tecnica se vivi questa situazione. Proprio come farebbe un corso: essere addestrato a fare.
    Ho “provato” diversi psicoterapeuti/psicoterapeute che da subito mi hanno detto che psicoterapie così me le posso scordare così come un libro; testo o dispensa che tratti la psicoterapia in questo modo. Tant’è quindi che ho partecipato agli incontri più disparati perfino il metodo Gordon si annovera nel mio palmaress. Questo mio modo distorto di vedere la psicoterapia è probabilmente dovuto ai libri di auto aiuto che ho letto sia sulla Terapia Cognitivo Comportamentale che sulla Terapia Razionale Emotiva Comportamentale. Questi testi infatti suggeriscono alcune tecniche che agiscono sia sulle nostre emozioni, sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti. L’ultima in particolare si basa sul concetto filosofico che “non sono le cose o gli eventi a generarci l’ansia e/o la depressione ma, quello che noi pensiamo delle cose”. La seconda possibilità, il parlare “libera mente”, è da me vissuto proprio come uno lo sfogarsi, come un parlare con qualcuno che non ti giudichi, che non si arrabbi per affermazioni che vengono dette quando si discute. Questo, a mio modesto parere è già di per sè un lenitivo per l’anima, perchè già mentre racconti, parli, ti accorgi che il problema si ridimensiona , la situazione diventa meno grave e che paradossalmente il problema che avevi ti sembra molto ridimensionato.

  17. pon pon ha detto:

    Vi riscrivo per informarvi che ho fatto quello che mi ero preposta.Mi sono disintossicata dal minias,è stata una settimana buia , orribile, la peggiore della mia vita.Ora devo rimanere pulita per due mesi e poi iniziare a fare una lunga e seria psicoterapia…..mi attende un lungo percorso..ma sto dormendo!…non bene ma ci riesco….il mio cervello risvegliato sta facendo e vedendo e sentendo cose meravigliose! A tutti coloro che ne assumono poche….dico ciò che ho visto….ero con malati di altre dipendenze.molto gravi…ho capito sulla pelle dove si arriva e che se non ti fai aiutare seriamente non hai più la tua vita…quella vera….quindi combattete….facendovi aiutare da esperti…non siate ingenui come ero io..che da 10 son arrivata a mezza boccetta in pochi anni…..Io ho visto che ero drogata come gli altri….e sarò io a salvarmi perchè lo voglio.Gestite da voi l’ansia….fatevi aiutare….lavorate su voi stessi….basta farmaci; non siamo nati per assumerli.al caro Armando dico ..escine prima possibile,….col cuore.
    GRAZIE DOTTORESSA.

  18. Grazie all’amica Pon Pon cui faccio i miei migliori auguri per il suo percorso di disintossicazione e per la successiva psicoterapia. Complimenti anche ad Armando!!! Siete stati molto bravi e coraggiosi. Il messaggio che vorrei arrivasse chiaro e forte è che è importante farsi seguire da personale qualificato. Così come si va dal medico per la prescrizione del farmaco, è importante tornare dal medico per la dismissione. Un manuale (ringrazio comunque Armando per la segnalazione) può essere l’inizio del cambiamento ma non è tutto: il contatto umano, il sostegno di persone competenti in materia rappresentano LA SVOLTA. Abbiate il coraggio di chiedere aiuto.

    • mirella ha detto:

      sono appena stata dal mio psicoterapeuta. assumo il minias da 10 anni dopo una depressione curata con efexor, minias e alprazolam. il mio medico di base mi ha prescritto ancora gli antidepressivi per riuscire a ridurre la dose di minias, considerato da tutti una vera e propria dipendenza. ed e’ vero purtroppo. anzi una tossicodipendenza.e questo fa male.fa male sentirlo e saperlo. non e’ cosi’ facile smettere e purtroppo chi ci cirdonda non puo’ capire. ma solo con volonta’ e rispetto per se stessi se ne puo’ uscire.

  19. Alessandra ha detto:

    Per caso ho trovato questo blog molto interessante, ora leggerò i vari commenti.
    Ho 54 anni e sono dipendente dalle Minias da circa 25 anni…,ho iniziato con 5 gocce per gli attacchi di panico. Ora un flacone mi basta per 3 giorni. Ho smesso la psicoterapia dopo 5 anni e non è servita a niente. Ora ho cambiato medico di base e questa dottoressa vuole togliermele, ma io solo all’idea ho iniziato a star male di nuovo. Ho iniziato una cura con Cipralex 5 gocce a salire adagio fino a 10, per il momento nessun beneficio, solo effetti collaterali. Grazie infinite e un cordiale saluto. Alessandra

    • Buongiorno Alessandra e grazie per il suo contributo.
      Mi permetto di darle un consiglio: riprenda con la psicoterapia perché potrà aiutarla a gestire i problemi derivanti dalla dismissione del farmaco. Inoltre, potrà acquisire gli strumenti per affrontare adeguatamente gli attacchi di panico. Probabilmente la terapia intrapresa non era la più adatta a lei…ma non perda la speranza.

  20. Marco ha detto:

    Salve a tutti. Premetto la cosa più importante: è assolutamente possibile uscirne. Lo dimostra la mia storia.
    Dieci anni fa durante un divorzio dalla mia prima moglie ed un trasferimento forzato in altra città da parte dell’azienda che voleva licenziarmi ho cominciato ad usare xanax ed a bere superalcolici, insieme. Già usavo Minias da 1 anno per gravi problemi di insonnia. Nel periodo più nero la sera prendevo 2 xanax 0,25 + 40 gocce minias + 2 bicchieri di superalcolico. A volte superavo queste dosi. Una sera dopo aver preso questa roba mi sono addormentato lasciando un padellino pieno di olio sul fornello acceso. Mentre dormivo l’olio ha preso fuoco ed ha incendiato il monolocale in cui dormivo. Non mi sono svegliato nonostante fumo e fiamme. Mi ha salvato il vicino di casa prendendo la mia porta a calci e svegliandomi un attimo prima della fine. Ho iniziato una terapia cognitivo comportamentale con un bravo psichiatra. È durata 1 anno. Ho totalmente smesso con farmaci e alcol ed oggi non avvetto più nemmeno un desiderio sporadico. Dal minias si esce in un solo modo: una goccia per volta. Non importa se serve 1 anno. Si toglie una goccia e si scopre che si dorme lo stesso. Si sta con quella dose una settimana e poi si toglie un’altra goccia. Poi una sera non si riesce a dormire e si scopre il segreto più importante: non si muore, non sta succedendo niente, dormirai il giorno dopo quando il tuo corpo sarà sfinito. Ma non è grave. Accetta l’insonnia e lei passerà. Alla fine sei fuori dal minias. Servono tante settimane quante le gocce che prendi ma alla fine, con certezza ne esci.
    Sono passati per me 10 anni. Non bevo, non prendo nessun tipo di farmaco, mi sono risposato, ho 2 figli meravigliosi, ho cambiato lavoro e mi piace. Ho superato definitivamente anche un episodio depressivo maggiore 7 anni fa. Senza farmaci. La psicoterapia mi ha molto aiutato ma la mia salvezza è stata accettare chi sono: una brava persona a cui posso volere bene. Vale per tutti.

  21. Lorena ha detto:

    Buongiorno a tutti, finalmente ho trovato un posto in cui potermi sfogare ed aprirmi senza vergognarmi….prendo minias da 20 anni…ho iniziato per un brutto periodo didepressione e tra alti e bassi oggi, dopo 20 anni, sono a 70 gocce la sera….durante il giorno non prendo nulla…honprovato un sacco di volte a scalare ma poi sono tornata al minias al primo problema..con la morte di miopapa’ la situazione è peggiorata e spesso la sera…non appena mio figlio esce…bevo…bevo per stordirmi e poi prendo le minias…ogni volta che leggo degli effetti e penso a qst solitudine che sento nell’affrontare questo problema…mi sentosempre + debole
    ho comprato la melatonina…la mia idea era di iniziare a scalare, tipo 5 gocce in meno ogni sera, ma prendendo anche la melatonina (da 1mg)..cos ne pensate?grazie per il supporto…Lorena

    • Grazie per la sua testimonianza Lorena.
      Ha mai pensato di chiedere aiuto a qualcuno? Da soli è tutto più difficile ma con il supporto di un professionista il percorso è sicuramente meno ripido…

      • Lorena ha detto:

        Buon pomeriggio…si ci ho pensato spesso ma la mia situazione econimica non mi permette di poter sostenere tale supporto. Mi sono rivolta ad una ASL che mi ha subito fissato un appuntamento con uno psichiatra, ma mi sono spaventata per l’approccio e non mi sono presentata….

      • E’ solo la prassi. La prima visita solitamente è con uno psichiatra…In Asl ci sono ottimi professionisti…non abbia paura. Le “regalo” una frase di Martin Luther King: “La paura ha bussato alla mia porta. Sono andato ad aprire. Non c’era nessuno…”

      • Lorena ha detto:

        Grazie Dottoressa, ma provero’ da sola…ho scoperto questo blog per puro caso e leggo storie che mi incoraggiano….la terro’ informata…grazie ancora

  22. Fra ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    assumo Minias da diversi anni, circa 10-12 gocce prima di andare a dormire. Tre giorni fa ho provato a diminuire la dose a 7 gocce ma da allora sto sempre peggio : ansia fortissima, senso di vuoto e formicolii alle mani…praticamente convivo con l’angoscia tutto il giorno e quest’ultima notte ho dormito tre ore. E’ il famigerato effetto rebound o è solo frutto della mia suggestione? Devo aggiungere che da giugno dell’anno scorso ho un acufene all’orecchio sinistro che mi impedisce di riposare la notte senza “interventi chimici”…

    • Sara ha detto:

      Credo sia normale, a me hanno prescritto una cura sbagliata togliendomi completamente il minias con una cura di antidepressivi che non solo mi fanno effetti collaterali, ma non mi fanno nulla e sto male da molti giorni…purtroppo, scalare la dose dovrebbe essere fatto in un arco di tempo anche lungo, con un programma adeguato di sospensione graduale…per questo, dopo un agosto passato a cercare chiunque ma ritrovarsi con tutti i dottori in ferie, domani andrò in una clinica per farmi sistemare la cosa..purtroppo credo ci sia poca conoscenza di come trattare questi medicinali e superficialità, la stessa con cui vengono prescritte…

      • Fra ha detto:

        Ciao Sara, grazie per avermi risposto. Purtroppo dopo una settimana di ansia ingestibile e panico tutto il giorno, sono tornata al dosaggio iniziale di Minias, anche se, ormai con l’ansia in corso che ho, non ho trovato alcun beneficio nel sonno. Ho pensato anch’io di rivolgermi a qualche centro di disintossicazione, ma nella mia zona (Cuneo) non ne conosco. Chiedo a chi conosce qualche centro valido in questa zona di comunicarmelo tramite questo sito. Grazie di cuore.a tutti!

    • Cara Fra,
      la dismissione di un farmaco non può essere eseguita senza il supporto di un medico. La invito a chiedere aiuto al suo medico di famiglia che potrà analizzare i suoi sintomi e decidere la strada migliore da seguire per aiutarla a stare meglio…anche senza Minias.

      • Fra ha detto:

        Gentile dott.ssa, La ringrazio per avermi risposto. Giovedì avrò il mio primo appuntamento con uno psichiatra per lo scalaggio corretto delle dosi e da ieri ho ripreso un percorso purtroppo interrotto (per causa mia mia) con il mio psicologo per una terapia cognitivo comportamentale. Sono determinata a riprendermi il mio cervello…
        Grazie!

      • Sara ha detto:

        Gentile Dottoressa,
        Vorrei anche sottolineare che bisogna diffidare dalle cure che eliminano completamente la medicina, io ho chiesto aiuto al mio medico di famiglia e ad uno psichiatra che mi ha rovinato la salute con altri farmaci e arrivando a non aver risolto nulla, se non peggiorato la mia situazione ad un mese e mezzo di presa di consapevolezza nel voler eliminare queste medicine..risultato che ho dovuto cercare qualcun’altro e ricominciare da capo, con un’estate rovinata e tanta sfiducia accumulata…però devo farmi forza e pensare che prima o poi ce la farò!

      • Ilenia ha detto:

        Buongiorno dottoressa, ho raggiunto una dipendenza tale da xanax da prenderne anche 15 mg al giorno negli ultimi 2 anni. Lo psichiatra che mi segue è rimasto senza parole. Tutte le analisi risultano a posto. Mi ha proposto un piano di scalaggio che prevede il passaggio graduale dallo xanax al ritrovil, assumendo una bustina di depakin al giorno. A suo avvisso può funzionare? Per 13 giorni di cura sono stata benissimo dopo di che ho avuto una ricaduta.

  23. Sara ha detto:

    Ho 25 anni e ho assunto Minias per un anno o più…Con i nervi a pezzi, ho deciso dopo parecchio tempo che era il momento di farla finita…dopo un consulto psichiatrico, che dovrò riprendere a breve, ho smesso totalmente di assumere minias dal 23 luglio, passando ad anti-depressivi, anche se gli effetti indesiderati sono ancora presenti spero di riuscire ad uscirne perchè sono stanca…

  24. Lory ha detto:

    buongiorno a tutti, ho 53 anni. Da molto tempo soffro di insonnia che è diventata ogni anno più grave, dopo aver rifiutato farmaci ipnotici sperando di farcela da sola. Da alcuni mesi mi sono decisa ad assumere Miniase che mi ha prescritto il neurolgo, cui mi sono rivolta per problemi di cefalea . All’inizio prendevo 4-5 gocce ogni tanto, e sono arrivata da un max di 10, tutte le sere.
    Ieri sera ho voluto provare a non assumerle ma ho passato la notte completamente in bianco, nervosissima, e il mal di testa stamattina era tremendo.
    Si può già parlare di dipendenza? o ho sbagliato perchè dovrei tentare di diminuire gradualmente la dose?
    Il neurologo mi aveva detto 10-15 gocce per 3 settimane. Le mie dosi sono state più blande, ma il periodo sicuramente molto più lungo perchè ogni volta che ho sospeso il trattamento non ho dormito.
    Grazie a tutti in anticipo per i consigli che vorrete darmi
    Lory

  25. Martina ha detto:

    Salve a tutti, vi scrivo perché a causa di dipendenza da minias per parecchio tempo, mi è stato eliminato il farmaco con una terapia sbagliata da un mese che mi ha portato solo effetti collaterali e nessun miglioramento.
    Assumevo minias da 2 anni, arrivando nell’ultimo mese a circa 70/80 gocce la sera e qualche goccia di En in giornata.
    Un mese fa mi sono recata dal mio medico di base che mi ha ELIMINATO TUTTO, mandandomi da uno psichiatra che mi ha prescritto 2 antidepressivi. Risultato dopo 4 settimane e svariate sollecitudini, ho avuto solo effetti collaterali e sintomi pesanti da sospensione. Oggi mi sono recata da 1 altro specialista che mi ha eliminato gli antidepressivi completamente e prescritto lo Xanax (che nemmeno assumevo prima) e non mi fa nulla. Sto sempre peggio e a breve devo trasferirmi a studiare in un’altra città e nonostante la mia volontà a smettere, un mese e mezzo fa, ad oggi sto peggio di prima. Credo che l errore fondamentale sia stato eliminare il farmaco completamente ed attualmente non so dove sbattere la testa e a chi rivolgermi perché sembra che tutti stiano giocando al “vediamo come va”, senza aver compreso che sto male, molto male. Qualcuno conosce o ha qualcuno che potrebbe consigliarmi uno specialista su Bologna? O alcuni consigli da mettere in atto, su cosa fare, come agire? Ne ho parlato in famiglia e mia madre non sa cosa fare, mio padre dice che “dovrei mettermi meno ansie e non pensarci”, ma non mi sento capita. Finirò per tornare ad assumere queste medicine e fare dei paciughi. Grazie per il vostro aiuto.
    Martina

  26. Martina ha detto:

    Carissima Dottoressa,
    Lei ha scritto di affidarsi a personale qualificato, giustamente e credo sia necessario, come feci io. In un mese e mezzo, il mio medico di base, uno psicoterapeuta e in ultimo, un neurologo famoso essendo direttore di una nota clinica psichiatrica delle mie parti, non ho ricevuto benefici ma sto solo malissimo. A chi dovrei rivolgermi, come e come far comprendere che non mi sento bene più che parlarne anche con i medici? (Che sono tutti in vacanza oltretutto e nonostante le mie sollecitazioni, mi hanno solo peggiorato le cose? Sto perdendo la motivazione che avevi un mese fa, oltre a non sapere “dove sbattere la testa”… ( il manuale di Armando sugli studi di una dottoressa inglese è fatto molto bene e per logica, è ciò che avrei fatto io per smettere queste cose, vai poi ad ascoltare i medici)
    Grazie mille a tutti !

  27. Martina ha detto:

    Dopo 4 settimane di vegetare, con effetti collaterali incredibili, depressione e pensieri orrendi, ho deciso di eliminare gli antidepressivi. Sono tornata a riprendere il minias in dosi minori e inizierò a seguire un percorso di sospensione regolare e nel tempo. Oggi vedo tutto più chiaro, i colori, i contorni, ragazzi prima di farvi prescrivere per questi problemi antidepressivi, schifezze pericolose,senza che nessuno vi conosca,sappia le vostre storie i vostri problemi, ascoltate voi stessi, il vostro corpo, fatevi aiutare con le terapie e liberatevi di queste droghe piano piano, con il tempo e i giusti modi e un supporto da persone competenti. Non lasciate che vi diagnostichino depressione da un giorno all’altro che dopo si entra in un circolo vizioso pure di quelle cose e non se ne esce più. Voglio riprendermi la mia vita, farmi seguire, smettere di prendere medicinali per qualsiasi cosa, a costo anche di metterci 1 anno, quanto serve. Vogliatevi bene e ascoltatevi, ce la possiamo fare tutti!!!

  28. denise ha detto:

    GRAZIE MARTINA!!

    LE TUE PAROLE SONO PREZIOSISSIME!!!

    purtroppo dopo 13 anni ci sono ricascata…con la depressione intendo…
    Sono in cura da un ottimo psichiatra da Marzo…e pian piano vedo la luce…non nascondo i momenti di ansia e panico che ho paura spesso di incontrare nella mia ripresa….O MEGLIO SCALATA….
    Hai ragione quando dici che abbiamo diritto di vivere la nostra vita!!!

    Mi sa che a me ci vorra’ piu’ di un anno..ALCTORCHè..ma E’ FONDAMENTALE ESSERE SEGUITI…..MAI FARE DI TESTA NOSTRA…

    Dottoressa la ringrazio infinitamente per il suo splendido blog…ormai A NOI TUTTI DIVENTATO INDISPENSABILE….

    NB.PER NOI PAZIENTI IN CURA o meglio che assumiamo regolarmente antidepressivi (ovviamente si spera presto di dimezzare la dose), E’ NORMALE PATIRE IL CAMBIAMENTO DI STAGIONE?sto trascorrendo giornate ansiose….SARA’ IL RITORNO DALLE FERIE….ma cerco di non prendere assolutamente ansiolitici!!!…. .!!

    UNA BUONA VITA A TUTTI E INCROCIAMO LE DITA E GRAZIE INFINITE PER LA SUA PREZIOSA ATTENZIONE

  29. denise ha detto:

    MI SCUSI DOTTORESSA…ATTENDO UN SUO RISCONTRO…

    SCUSI IL DISTURBO…

  30. denise ha detto:

    GRAZIE MOLTE!!

  31. Marco ha detto:

    Salve a tutti,
    Mi unisco al coro dei dipendenti da minias….haime’!!
    Mi chiamo Marco ho 50 anni e uso benzodiazepine da 4 anni.
    Ho iniziato per problemi di insonnia e poi a ruota libera anche di giorno per alleviare sensazioni di ansia dovute a problemi vari (lavoro,famiglia,molto stress). Le benzodiazepine da me usate sono state dapprima Lexotan e ora Minias (sempre gocce).
    All inizio non mi rendevo conto che questa molecola stava prendendo il sopravvento e quando le persone a me care mi facevano notare che stavo esagerando non davo peso alle loro parole.
    Le loro preoccupazioni mi sembravano fuori luogo perche’ ero convinto di avere completamente il CONTROLLO DELLA SITUAZIONE.
    Un paio di mesi fa circa pero’ ho iniziato ad aumentare la dose in quanto ho sviluppato tolleranza…assumo 1 boccetta al giorno.
    Descrivo i miei sintomi:
    Insonnia (nonostante dosi massicce prima di coricarmi), dolore al petto come una morsa appena passa l effetto, ansia, formicolii alle gambe, mal di testa, secchezza agli occhi, irritabilita’ e dulcis in fundo assenza di libido.
    Non ne posso piu e odio essere dipendente da qualcosa!
    C e’ tanta disinformazione e troppa leggerezza da parte dei medici e dei farmacisti che prescrivono e vendono questa droga come se fosse un caffe’…io ho sempre comprato senza ricetta e tutti i farmacisti me le hanno date (anche 6 boccette alla volta).
    Allora decido di informarmi meglio…dopo aver letto di tutto e di piu credo che per chi come me soffre di dipendenza c e’ una sola soluzione…ed e’ MEDICINA DELLE DIPENDENZE DI VERONA.
    IL PROF. LUGOBONI autore di questo articolo su Focus come ho potuto leggere su, e’ uno dei pochissimi al mondo ad occuparsi di questo tipo di dipendenze. Attuano la cura con Flumazenil (che come potrete leggere in fondo al bugiardino delle vostre gocce e’ l antidoto delle benzodiazepine) a lenta infusione per una settimana in ricovero ospedaliero.
    Ho letto il suo libro e lo consiglio a tutti: benzodiazepine: uso, abuso e dipendenza.
    La visita e’ stata molto confortante e tra qualche settimana mi ricovero.
    Mi sembra assurdo che ci siano solo 3 strutture al mondo che effettuano questa terapia!! Solo 4 posti letto a Verona ed e’ l unico centro in EUROPA!!! E’ incredibile come le case farmaceutiche tengano all oscuro una terapia del genere!
    Vi terro’ al corrente.
    Cari saluti a tutti!!

  32. Stefano ha detto:

    Buongiorno , spero sia ancora attivo il sito.
    Sono Stefano, assumo il minias gocce da ben 25 anni. Esclusivamente per addormentarmi la notte. Non ho mai superato le 20 goccine per notte, la media è intorno alle 15. Non me ne faccio un grosso problema, ho accettato di convivere con questa mia “debolezza” e con questa boccettina che mi aiuta nell’addormentarmi. Non accuso sonnolenza durante il giorno o altre patologie riconducibili all’utilizzo del minias. Qualche anno fa ho subito un lutto famigliare pesantissimo, e in alcuni casi durante il giorno, prendo mezza pastiglietta di xanax da 0,25 ( quindi 0,125.. praticamente dose pediatrica ). A mio avviso non dovremmo farcene un problema, ma attenzione all’abuso. Qui ho letto di gente che ne prende un flacone al giorno, quindi si, in questo caso si, è decisamente una dipendenza notevole, e penso sia necessario ricorrere a qualche aiuto terapeutico alternativo quanto prima. Per dosaggi minimi, come il mio e di altri che qui scrivono, l’accettazione di questa piccola debolezza, come per tutte le nostre debolezze, potrebbe rendere più facile il nostro vivere.
    Grazie per l’attenzione.

    • mari ha detto:

      sono d’accordo, mi sembra che dall’eccesso di uso dei minias si passi troppo facilmente all’eccesso di paura e stress da disinotissicazione. se l’uso è contenuto entro le 10/15 gocce al giorno non credo sia cosi letale. certo sarebbe meglio non usar nulla, ma accettare qualche debolezza ci sta.

  33. Enza ha detto:

    sono la mamma di una donna di 41 anni…da sei anni prende minias a dosi elevate…inizialmente era arrivata a 6 flaconi al giorno..l’ho sempre fatta seguire da medici spendendo anche tutto ciò che potevo.Ultimamente le somministravo io il dosaggio di cura prescrittole,perchè uffucialmente lei non se la sentiva di gestirlo…risultato?Di nascosto e senza ricette è tornata a due flaconi(la cura uffuciale era di 45 gocce minias la sera…e 30 di xanax nella giornata)..Ora da ieri è in casa di cura,non potendo più procurarsi minias x mancanza di denaro..Non sono sicura se ho agito bene,dato che ora nello scalaggio x ridurre i sintomi le vengono somministrati neurolettici..Spero comunque che riesca a togliersi la dipendenza,e possa trovare lavoro…(mancanza di lavoro causa scatenante)..ma io mi chiedo come faceva a procurarsi senza ricetta le Minias????Ci sono farmacisti da paragonare a spacciatori???Grazie

    • Grazie per la sua toccante testimonianza Enza.
      Sulla facilità nel procurarsi il Minias preferisco non addentrarmi…tema evidentemente molto delicato.
      Mi auguro che sua figlia possa stare meglio presto (ci tenga aggiornati) e che racconti come il suo e quello di altri lettori che hanno scritto qui sul blog possano aiutare a comprendere che è necessaria la massima prudenza nell’assunzione.
      La saluto con affetto.

      • Enza ha detto:

        E’stata dimessa da clinica dopo 3 giorni con cura di 100 g.al giorno di minias divise i 4 volte e tavor 2,50 la sera…la cura devo somministrarla io.Ora stò cercando Psichiatra che diminuisca il dosaggio…Insomma è complicato avere anche il supporto..Sembra che i pazienti complicati non siano graditi..Grazie mille Dottoressa..Per chiarezza la dimissione è avvenuta perchè dopo averle somministrato neurolettico,ha avuto grave effetto collaterale,preso molto alla leggera,e se x telefono non intimavo agli infermieri di farla subito vedere da medico,non sò come sarebbe finita..Dopo averle somministrato antidoto..si è ripresa ,e il giorno dopo dimessa con questa cura di uscita..

      • In bocca al lupo Enza.
        Mi auguro che le cose vadano sempre meglio…

  34. poppy ha detto:

    Chi prende meno di 30 40 gocce al giorno ha tutti i supporti psichiatrici e di strutture sanitarie per smettere se capisce perche deve smettere il minias. Chi come me ha superato questo dosaggio viene abbandonato a se stesso. Trattato da tossico da strada da medici e strutture, uno che prende una boccetta al giorno o 2 o 100gocce deve salvarsi la vita da solo. Prima deve cspire che ci si muore di minias poi deve capire che non serve a nulla poi deve scalare con delorazepam e magari dopo 15 anni ne esce. Rimane x tutta la vita la voglia di minias perche sballa e fa vedere tutto perfetto e pulito quando lo si riprende dopo una ricDuta. Per smettere il minias occorre capire se stessi volerdi bene e spesso occorrono anni di psicoterapeuta intellinte. un psichiatra bravo usa pochi psicofarmaci. é una guerra x la vita e x la liberta. Perdere alcune battaglie ci puo stare perdere la guerra al minias o alle benzo costa una vita intera. Io combatto dal 2002 avevo 19 anni. Minias rubato dalla cara nonna. So che vincerò perche ora la mia fidanzata mi aiuta. Fondamentalmente il minias o ve lo levate da soli o vi prenderanno in giro . A me hanno preso 60mila euro di psichiatri psicologi farmaci inutili quali antidepressivi senza contare incidenti vari dovuti a benzo e sono vivo per caso. Adesso io in un mese scalo e smetto per sempre . Il trucco oltre al delorazeoam è prendere ogni 4 giorni anche 5 dosi sempre minori e non far durare questo scalo piu di un mese o due.

  35. fausto ha detto:

    Prendo il minias da più di dieci anni solo la sera e non più di 30-31 gocce, mai durante il giorno, dove invece prendo una compressa di valinum da 5 mg al pomeriggio, gli esami sono a posto e io sto bene (esami sangue a posto compresa ecografia addominale di controllo annuale), devo proprio smettere? Grazie per la risposta

  36. Davi ha detto:

    Ciao,
    non vi racconterò come sono diventato dipendente da minias, ma come ho smesso.

    Esattamente l’anno scorso ho chiamato Verona (Medicine delle Dipendenze). Dopo un colloquio sono stato ricoverato per una settimana. Ora, l’unica medicina che prendo è l’aspirina.
    Non voglio e non è mio compito convincere nessuno sulla bontá della cura, per me ha funzionato. Punto.
    Quello che voglio e posso fare è condividere la mia esperienza da un punto di vista pratico e raccontarvi le difficoltá che ho incontrato e come le ho superate.

    La prima cosa che mi sono chiesto è: ‘quanto costa?’.
    Non navigo nell’oro ed è inutile raccontarvi quanto due flaconi al giorno incidano sulle finanze.
    Sorpresa: il ricovero è totalmente gratuito!

    Un altro problema era giustificare l’assenza al lavoro.
    Non volevo fare sapere (e non hanno mai saputo) il motivo del mio ricovero.
    Ho semplicemente detto con aria triste che dovevo essere ricoverato per “accertamenti” e alla domanda ‘niente di grave?’ ho risposto ‘speriamo’.
    P.s. sui documenti da presentare al datore non figurerá mai “medicine delle dipendenze”

    Terzo quesito: ‘come ci arrivo?’.
    Medicine delle Dipendenze è a Verona presso l’ospedale Borgo Roma.
    Raggiungere Verona è facilissimo, anche se abitate a Lampedusa. Vicino all’ospedale c’è l’autostrada, la stazione e l’aeroporto!
    Arrivato all’ospedale, per trovare la struttura (il complesso è piuttosto grande) ho seguito le istruzioni di un video su YouTube (cercate “Medicine delle dipendenze Verona percorso”). Guardatelo, è fantastico e sembra creato apposta per noi fotonati da Minias.

    Il primo giorno, arrivato al reparto, ho aspettato nella saletta riservata al reparto che si liberasse una camera. La camera era singola, con bagno, divano, poltrona, TV, aria condizionata e porta finestra che dava su un terrazzo. Lo so… sembra più una recensione di tripadvisor ma vi giuro che è la veritá.
    Un infermiere ha bussato, mi ha chiesto i nominativi di chi in caso di necessitá avrebbe potuto contattarmi tramite il centralino e dopo mezz’ora è iniziata la prima visita.
    Sulla cura non voglio addentrarmi e se li contatterete vi forniranno montagne di materiale.
    Posso solo dire che per me ci sono stati momenti di ansia ma niente di paragonabile ai terrificanti racconti dei tentativi di sospensione dei post precedenti.
    Tornato a casa ho dovuto fare i conti con l’insonnia cronica che dodici anni prima mi ha spinto a prendere il minias e ci sono stati alcuni momenti veramente duri superati grazie al supporto di uno psicologo.
    Ora dormo, non ho più preso minias e questa ormai rara notte insonne sono felice di averla passata qui con voi.

    • Leggo questo commento e l’unica cosa che mi viene da dire è…grazie. Un racconto così ben dettagliato e allo stesso tempo così semplice e immediato sono sicura che aiuterà tanti lettori.
      Buona vita Davi…

    • roberta ha detto:

      Ciao Davi, anche io dovrei intraprendere questa strada, ho tanta paura dell astinenza, cosa ti hanno dato per non soffrire?

      • Davi ha detto:

        Ciao Roberta anch’io avevo paura. Molta paura. Ci sono persone che riescono a smettere semplicemente scalando ma non era il mio caso. Ansia, pensieri terrificanti, senso di oppressione, attacchi di panico… un inferno che si scatenava togliendo solo poche goccie. Però durante la terapia nulla. Un pò d’ansia, un leggero senso di disorientamento i primi giorni, una fame atavica gli ultimi giorni.
        Invece una cosa bellissima è la sensazione di “risveglio dei sensi” … ma non ti racconterò nulla per non rovinarti la sorpresa.

      • Davi ha detto:

        Scusa Roberta, parlo parlo ma non ti ho risposto. Mi hanno somministrato Flumazenil un antagonista del minias.

  37. roberto ha detto:

    ciao a tutti, ho 47 anni,
    prendo il Minias da 30 anni .
    3 boccette al mese , da 30 anni, non ne ho mai abusato, mi ha permesso da sempre di vivere bene e normale , ho una bella famiglia un bel lavoro, è l’unico farmaco che mi ha aiutato per gli attacchi di panico, forse adesso potrei fare il passo per levare completamente il minias, ma non mi sento perniente sicuro, ho paura di ritornare indietro, non posso fermarmi, il mio lavoro è troppo importante e impegnativo, non ho effetti collaterali, non sono riconglionito, sangue perfetto, il fatto di prendere le goccie mi dà tranquillità che il mostro del DAP mi sta lontano, il mio organismo non ha mai richiesto di averne ne di più ne di meno.
    roberto

    ps.
    io sono di una generazione che quando parlavi di attacchi di panico
    ti guardavano strano, non era conosciuto, poi internet e tutto è cambiato.

  38. sergio verona 78 ha detto:

    Salve io per motivi famigliari due anni fa non riuscivo a stare a letto ed ero sempre agitato, 35 anni e mia suocera mi diede una confezione di Minias goccie che lei usava per dormire dicendomi di non superare le 30 goccie giornaliere. Io le presi e iniziai a dormire come un sasso. Da allora chiesi al mio medico di rifornirmi e se non ho minias non riesco a dormire.mi aveva prescrityo alcion ma non faceva nulla in confronto. Poi aveva prescritto minias pastigkie ma per me acqua fresca. Nel ultimomperiodo sono arrivato a 100/120 goccie a sera. Una spesa continua. La mia famiglia in questa settimana mi ha sospeso il farmaco e io ho sintumi di nausea, vertigini, formicolii alle braccia, cefalee, ansia e tremore. Tengo la pressione controllata e io soffrendo di pressione alta prendo un generico che mi diede il medico ma questa settimana senza farmaco la trovo giustissima con battiti pero a 50 che di solito erano 90/100. Ho preso le pastigliette minias ma non mi fanno nulla. Oggi mi ritrovo in panico. Sono un rincoglionito che non riesce a dormire pieno di ansia. Ho trovato questi articoli sul farmaco e mai pensavo fossero dovuti al minias questi effetti. Mi chiedo se andare al ospedale in queste notti perche sto veramente male. Poi mi auto convinco che ce la posso fare. Che e solo questione psicologica. Se le avessi in casa ricomincerei. Non do come comportarmi.

    • Bozena ha detto:

      Sono otto anni che dipendo da minias… La mia storia non è molto lunga e tragica, sicuramente da quanto lo prendo la mia vita cambiata in peggio nel livello sociale, fisico e mentale, sono due settimane che da trenta, quaranta gocce sono scesa a sei ogni sera, e ogni sera combato con forte desiderio di prenderne di più con la paura di non addormentarmi, faccio incubi di notte e mi sveglio che sono più stanca prima di addormentarmi, non vado da psicologo e voglio da sola uscirne fuori da questa dipendenza, spero di farcella diminuendo piano piano, questa sarà l’ultima bocetta di minias che prendo.!

  39. Emma ha detto:

    Assumo Minias complessivamente da lungo tempo per gestire l’ansia e l’insonnia. Ho iniziato poiché un componente della mia famiglia ha per anni fatto stolkeraggio agli altri, mediante accuse, minacce, gesti eclatanti (rompeva oggetti, tornava ubriaco la notte, inveiva contro il nucleo familiare, ecc…). Poi la persona in questione ha risolto parzialmente i suoi problemi, ma a me è rimasto il retaggio di quegli anni da incubo. Anche se ormai vivo altrove, non sono del tutto riuscita a ritrovare la serenità. Nonostante ciò ho sempre assunto Minias per periodi brevi, massimo un mese o due per poi riuscire brillantemente a smettere e restarne fuori per tempi medio-lunghi. Attualmente lo assumo da oltre un anno continuativamente, massimo 30-35 gocce solo la sera. Stavolta però è diverso: mentre l’assunzione per brevi tempi non ha mai richiesto un grande impegno per scalare (me la cavavo in una settimana – dieci giorni al massimo senza effetti collaterali), ho notato che l’aver protratto così a lungo l’utilizzo, mi causa effetti collaterali abbastanza marcati se tento di scalare anche di una sola goccia per sera. Il che significa che dovrò scalare proporzionalmente meno, ovvero attendere alcuni giorni prima di passare a togliere l’ulteriore goccia. Pazienza, mi rimbocco le maniche perché sono memore della bellezza della lucidità mentale che si ha quando si è “puliti” e di come aumenti l’energia e le cose siano svolte meglio. Il problema che ti fa ricadere nel vortice è l’ansia, la quale nel mio caso genera insonnia. Credo che, come ha suggerito Francesco, lo sport possa essere un ottimo antidoto.
    Grazie a tutti per aver condiviso le vostre esperienze.

    • Ciccia ha detto:

      Buongiorno a tutti, la mia storia è un mix di quelle lette sopra. Ho 45 anni e da oltre 13 utilizzo quello che oggi chiamo il mostro Minias. L’ho conosciuto grazie ad una persona con cui vivevo che naturalmente ne faceva uso, e cosi per addormentarmi senza sentire il suo russare, mi sono convinta a provarlo. Una bomba! Poche gocce e sei già nel mondo dei sogni! I primi tempi…poi aggiungi, poi un altro po’… Insomma gli ultimi due anni non sapevo quante ne prendevo, della serie mi attaccavo al boccetto e succhiavo! La ricetta del medico mensile non mi bastava e facevo l’attrice nelle farmacie compiacenti, che sapevo mi avrebbero dato il Minias, nonostante i tre timbri già consumati. All’inizio mi divertiva la cosa, poi ho capito che c’era un grosso problema di dipendenza! Ho detto BASTA, anche se ci vuole tempo. Prima cosa ho iniziato a contarle… Oltre 100!!! Mi domando quante ne prendessi prima (molte di più); secondo passo diario di bordo: ogni giorno segno il dosaggio ed ogni settimana scalo 1 goccia. Oggi sono a 89, la strada è lunga, ma si può uscire da questa dipendenza. Quando sarò in difficoltà mi rivolgerò al prof Lugoboni perché mi possa consigliare al meglio (non sono per il ricovero) e sono certa funzionerà! Ho scelto la strada più lunga perché bisogna stare attenti, queste sostanze chimiche alterano il funzionamento dei recettori Gaba e diminuirli bruscamente, o sostituirli con altre sostanze, non correttamente valutate, portano a crisi d’ansia forti se non peggio. Quindi consiglio a tutti di non togliere grandi dosaggi solo in una settimana, non fidatevi di psicoterapeuti che vi spingono a farlo, loro non sanno come si sta male e che pericoli si possono incontrare (epilessia è indicata nel bugiardino). POSSIAMO FARCELA!!

  40. sole ha detto:

    Ciao a tutti, è un inferno…..io sono nel bel mezzo dello scalo; è difficilissimo, ma non impossibile.Da piu’ di 20 anni assumevo Il minians ,xanax, ,ecc senza che NESSUN medico mi dicesse in quale inferno andavo a finire….un bel giorno il mio corpo mi disse STOP!! isteria,convulsioni,dimagrimento velocissimo,cattiveria ecc ecc e non so perchè non so come la mia mente mi disse: ” occhio ai farmaci…” e da li ho iniziato la ricerca ho bussato a tante porte e alla fine ho trovato la persona che mi ha fatto vedere la luce il grande Prof. Lugoboni che con le sue parole sicure e precise mi ha indicato la mia strada e io la sto percorrendo , dura,lenta,piena di buche …..MA SONO SICURA CHE ARRIVO ALLA FINE.A TUTTI VOI MI RIVOLGO NON MOLLATE,ANDATE AVANTI

  41. Lorena ha detto:

    Sole, grazie per la segnalazione….ho appena scritto al Prof.Lugoboni e spero di ottenere presto un appuntamento…

  42. Angioletta ha detto:

    Salve ho cinquant’anni e da un anno soffro di ansia da menopausa… Prendo setralina 50mg metà al mattino e metà alla sera e sei gocce di alprazolam…. Io sto abbastanza bene prima avevo attacchi di ansia forte e tante paure…. Leggendo i commenti mi chiedo se la mia è dipendenza perché mi posso dimenticare tutto ma non la cura!!! Grazie

  43. Carla ha detto:

    Sono 3anni che faccio uso di ALPRAZOLAM 0.25 x3al di ho deciso di scalare. Da settembre2015 …….30gocce ALPRAZOLAM 1goccia ogni 20 giorni, oggi 17/3/2016 sono arrivata ha 7gocce di ALPRAZOLAM. Quando avrò finito. Attacchero le 10 gocce di MINIAS.per dormire una goccia ha settimana. E non farò più uso di queste schifezze finché campo.CARLA.

  44. Marisa Prevellato ha detto:

    Salve a tutti e complimenti alla Dottoressa per la sua competenza e gentilezza. Ho 63 anni e da 13 ho il disturbo bipolare con grave depressione periodica ( con parecchi tentativi suicidari) e grave insonnia. Continuo ad assumere antidepressivi, Depakin crono e per dormire Minias gocce più 1 di Stilnox 10 mg. Ho interrotto il litio per insufficienza renale, poi guarita, e la Quetiapina per intossicazione epatica. Ora temo fortemente ulteriori danni da farmaci. Seguita dal mio psichiatra del csm, che sembra comprendere che non potrò accettare farmaci eccessivi, a parte lo stabilizzatore Depakin, che nei bipolari è d’obbligo (ma è comunque epatotossico), sto riducendo le gocce di Minias e da 50/40 , tolgo una goccia a settimana e per ora riesco a dormire anche se con tante interruzioni e sogni che prima non facevo. Ora sono a 35 gocce più 1 compressa di Stilnox prima di dormire. Lo psichiatra dice che non devo superare le 40 gocce e che sto procedendo bene. Secondo lei sono comunque dipendente da questi due farmaci? Dovrei preoccuparmi maggiormente dei danni fisici che mi stanno dando tutti i miei farmaci? Farei bene a suggerire allo psichiatra la possibilità di mettere fine almeno alla dipendenza dal Minias andando a Verona?
    Apprezzero’ tanto i suoi suggerimenti. Voglio aggiungere che ho discreta volontà e sopravvivo con una certa consapevolezza dei limiti che la malattia mi impone e conservo un minimo di vita sociale.

  45. mari ha detto:

    cavoli in quanti siamo…

  46. Elisa ha detto:

    Io ho una dipendenza da tavor, ne prendo una pasticca da 1 mg. Al giorno, spezzettato e 12 gocce di daparox ( paroxetina) Non le voglio aumentare anche se mi hanno detto che la dose terapeutica e’ 20 gocce. Cerco consigli, un valido aiuto per togliermi la benzodiazepine. Sono davvero disperata. Grazie infinite. Addirittura lo psichiatra mi aveva prescritto tre tavor al giorno!!

    • Luciano ha detto:

      Ciao Elisa, togliere 1mg al giorno di tavor non sarà difficile, scalandolo. A quelle dosi davvero minimali credo sia più la dipendenza psicologica che quella fisica. Il punto è che dello psichiatra… o ti fidi o lo cambi, terzium non datur. Non credo ti avesse prescritto 3 mg senza alcun motivo, ma se questo a te sembra, cambia psichiatra o parlane con lui, non fare tutto di testa tua. Personalmente poi mi preoccuperei maggiormente della Paroxetina. Da anni ormai negli USA c’è un forte movimento che si concentra sulla pericolosità potenziale di questo antidepressivo (che non è una benzodiazepina, ma appunto un antidepressivo SSRI). Ma come sempre, ogni caso fa storia a sè, per questo ci si affida a dei professionisti qualificati affinchè valutino insieme al paziente i pro e i contro. Se il professionista non ti convince, cambialo subito! Perchè la fiducia è alla base di qualsiasi percorso terapeutico, sia con che senza farmaci (di qualsiasi genere siano).

      Capisco ahimè molto bene la frustrazione da dipendenza, come molti che hanno qui scritto. Ma non facciamone neanche una crociata contro la farmacologia tout court. Si tratta sempre di valutare col proprio specialista se la bilancia pro/contro pende dalla parte giusta o meno.

      Nella mia storia personale (ho 34 anni, in terapia fissa da uno psichiatra 2 volte/settimana da quando ne avevo 17… brevissimi ed infelici periodi – per specialisti non adatti alla mia persona – in precedenza), in cui frustrazione, ansia ed insonnia (e compagnia bella) mi accompagnano da tempo immemore… ho sempre cercato di rigettare l’idea di aiuti farmacologici finchè ho potuto. Barcamenandomi poi tra melatonina (arrivata infine a dosaggi industriali quanto inutili), valeriana dispert compresse da 125mg (anche qui… inutile dopo poco… ma all’inizio era più efficace di quanto pensassi)… per arrivare infine a tavor + minias gocce + trittico gocce (tutto alla sera/notte prima di coricarmi). Negli anni si è cercato più volte di sostituire l’uno o l’altro (mi riferisco in particolare a tavor e minias, entrambi ormai fuori dai valori terapeutici), ma nessun’altra combinazione riusciava a dare, a prescindere dai dosaggi, un rapporto pro/contro maggiormente favorevole (non sto ad elencarti tutti i farmaci sperimentati). Anni fa, a seguito di un periodo particolarmente gravoso, nel tentativo di avere un maggior aiuto dal punto di vista della farmacoterapia si era introdotto un antidepressivo come la mirtazapina (a dosaggio purtroppo crescente) per cercare di non salire ulteriormente con i dosaggi delle benzodiazepine (già elevati e che per inciso avrebbero sì allentato l’ansia ma avrebbero spinto maggiormente e pericolosamente del tutto a picco l’equilibrio emotivo generale già molto precario). Per capirci, era un periodo in cui non ho avuto per la prima – e spero ultima – volta timore di dire che ero seriamente preoccupato per la mia capacità di resistere a brutti pensieri. Ebbene, questo farmaco antidepressivo si rivelò sostanzialmente inutile ai valori terapeutici iniziali e largamente dannoso ai massimi valori terapeutici finali. La situazione era divenuta di totale annichilimento nel migliore dei casi, e peggio negli altri. Si decise quindi di eliminarlo ed in tempi molto brevi. Fu un periodaccio eliminarlo (ormai erano comunque due anni che lo prendevo), ma se ne viene fuori da tutto con pazienza e forza d’animo. Si provò un diverso antidepressivo più avanti, con effetti immediati davvero devastanti. E a quel punto si chiuse di concerto (sia per mio desiderio che per valutazione dello specialista che concordava totalmente) la mia esperienza con gli antidepressivi (il trittico gocce viene usato a piccole dosi esclusivamente come rilassante per il sonno insieme alle benzo, non per altro). Con questo… nonostante le mie esperienze con gli antidepressivi (si era pensato anche proprio alla paroxetina – compresse -, ma nel mentre si era già deciso per lo stop) estremamente negative, non mi sognerei mai di andare a dire a chi he faccia uso (sotto stretto controllo medico di uno specialista e con adeguata terapia… e per controllo medico non intendo una visita ogni mese o ancora meno) di eliminarli. Ogni storia, ogni persona, ogni situazione fa storia a sè. Non c’è una via giusta o una sbagliata… non ha senso nè demonizzare nè elogiare i farmaci. Nella vita si cerca di mantenere un certo equilibrio, e COMPROMESSO non è una brutta parola. Esistono compromessi migliori e compromessi peggiori… qui sta la chiava da ricercare INSIEME al tuo specialista. Sulla base delle TUE esigenze, delle TUE emozioni e risposte soggettive, della TUA esperienza personale diretta e della SUA esperienza clinica e terapeutica nel saper rispondere al meglio al tuo caso personale ed unico in quanto tale.

      Personalmente a periodi (quando si sente di potercela fare) cerco sempre di scalare un pochino i dosaggi, con relativa sofferenza psicofisica, per poi risalire (senza per questo dovermi sentire in colpa, elemento – il senso di colpa – che mi sembra di leggere nei commenti di troppi di voi, amici miei di cuore) nei periodi di maggior stress. Ad oggi, altro periodo molto duro in itinere, non posso neanche immaginare di eliminare la mia terapia per il sonno (per quanto ormai sia poco efficace, inevitabilmente). Perchè se prendere farmaci per dormire non fa bene (nel senso che ovviamente sussitono, come per ogni farmaco, piccoli o grandi effetti collaterali)… non dormire non è certo una soluzione più “sicura” o praticabile. Anzi. Compromesso, non una brutta parola, ricordatelo.

      Un esempio stupido? In questi giorni ho una forte influenza. Uguale a sonnolenza, “rincoglionimento”, febbre, impegni di lavoro saltati per forza… non obbligo di seguire orari prestabiliti, etc etc. Beh, ad ogni influenza (che per inciso mi becco sempre belle forti), colgo sempre la palla al balzo. Quale occasione migliore per ridurre le dosi per qualche giorno senza soffrirne troppo? E poi cerchi di rimanere sulle dosi ridotte finchè riesci 🙂

      Ma ripeto, nel mio caso parliamo di dosaggi che comportano davvero una forte dipendenza fisica e conseguentemente un effetto “rebound” decisamente duro che molti qui hanno già descritto relativamente al minias. Eviterei di dirli (i dosaggi) perchè non vorrei passasse il concetto che serva arrivare a tanto perchè si sviluppi farmaco-resistenza/tolleranza e/o dipendenza fisica (et psico/fisica). E soprattutto perchè ogni soggetto è diverso da un altro, ciò che vale per uno non vale necessariamente per un altro. Per questo bisogna essere seguiti in via personale. Comunque, vista la tua comprensibile preoccupazione per il tavor (in quanto farmaco che da dipendenza come tutte le benzo, anche se il minias la instaura più velocemente anche per via della sua emivita molto breve), sappi che se la tua decisione (che non significa il “fai da te”… ma di concerto con uno specialista che valuti la situazione CON te!!) è di eliminarlo… il percorso, considerato 1mg/die, non sarà “statisticamente” difficile, perchè parliamo davvero di un dosaggio minimale. Magari l’avrai anche già fatto senza alcuna difficoltà e nel giro di pochi giorni, dato che il tuo scritto è relativo a mesi fa. Tutto sta a capire se questo sia il compromesso più giusto in questo momento. Perchè di certo non può essere in alcun modo 1mg/die di tavor a renderti, come riporti, “disperata”. Se cerchi aiuto e ti senti disperata, beh, il problema non è il milligrammo di tavor al giorno che stai prendendo (o il toglierlo)… ma è più profondo e devi affrontarlo con uno specialista di cui tu riesca a fidarti. Lo so, sono ripetitivo, ma è davvero fondamentale!
      Se lo psichiatra attuale te ne ha prescritti 3mg/die durante il giorno, non penso l’abbia fatto per divertimento. Non vuoi prenderli? Va benissimo (e potrei dire che ci sono n-mila motivi per non farlo, ma anche altrettanti per farlo se la situazione necessita. Compromesso, ricordi?), perchè le scelte in ultima analisi devono essere sempre tue e non bisogna mai lasciare inascoltate le sensazioni che proviamo (perchè comunque si rifletteranno sulla terapia) o abdicare il nostro senso critico a chiunque sia. Ma se non vuoi prenderlo, parlane con il tuo specialista, non fare di testa tua! Anche perchè così facendo avrà feedback falsati sul tuo stato, non stando in realtà tu seguendo la terapia prescritta.
      Non ti fidi del tuo specialista? Cambialo, subito. Trova una persona che ti ispiri fiducia e di concerto stilerete un percorso. A cui potrai e dovrai esprimere i tuoi dubbi se una terapia non ti convince, e in ultima analisi decidere tu (ma parlandone con questa persona) cosa seguire o meno.

      Ti saluto con affetto, e saluto tutti Voi che avete scritto sopra negli anni e che ho letto per caso stanotte, sperando che la tua vita sia più serena oggi di qualche mese fa.

      Un abbraccio a tutti, mai mollare e mai temere di dire: “ho bisogno di aiuto!”

  47. Marco ha detto:

    Sono stato dipente dal minias per dieci anni, non è vero che non esisto metodi per uscirne, è solo che non sono pubblicizzati altrimenti le case farmaceutiche non lo vendono più.Sono 2 anni che non prendo più nessun farmaco, e tantomeno quella Droga Legale che é il minias e dormo benissimo. Sono stato curato presso un centro che sta a Fiano Romano e mi hanno curato semplicemente con una cura omeopatica facendo solo una flebo al giorno x 2 mesi, adesso ho ripreso a vivere, prima avevo paura di andare a letto perché sapevo di Non dormire e mi riempivo sempre più di quella mondezza.Ora andare a letto è ridiventato un piacere.

  48. Raffaele ha detto:

    Tutta sana verità bisogna usarlo con molta cautela e per massimo un mese a dosaggi bassi altrimenti diventerà affrontare un mostro che ti trasforma completamente dai i tuoi sensi a i tuoi stati di umore. Il problema uno dei tanti che tanti farmacisti dopo un po di tempo te lo danno senza ricetta medica aiutandoli solo x ucciderti

  49. Marco ha detto:

    Ho preso il minias 2 giorni fa per la prima volta, perchè ho un problema con il metadone che ho quasi risolto, manca pochissimo ormai, ne prendo 10 ml che per noi dell’ ”ambiente” è una dose molto bassa, però visto che la dose di metadone è così bassa, non riesco a dormire ed ho degli sbalzi di umore pazzeschi, quindi ho deciso insieme al medico di aiutarmi con questo minias, ne prendo 10 la mattina, 10 pomeriggio e 10 la sera, prese poco fa prima di leggere l’articolo. Grazie a questo articolo ho svuotato il flaconcino nel water, meglio sbalzi di umore e insonnia per un paio di mesi, che rovinarmi l’esistenza con questo veleno, non vorrei togliere un veleno e dipendere da un altro. Grazie a tutti quelli che hanno commentato ma soprattutto all’autore dell’articolo, GRAZIE DAVVERO.

  50. Ralph beier ha detto:

    Io ho 41 anni prendo il minias, generico,da 10 anni purtroppo, ne prendo 55 la mattina, 50 alle 14, e 165 gocce la sera. Io voglio toglierli ma non ci riesco! Mi potete consigliare come posso fare a ridurle pian piano?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...