Fratelli coltelli?

Relazione tra fratelli

Oggi voglio proporvi alcuni passi di un articolo uscito sul numero 231 della rivista Focus di gennaio 2012 che descrive il rapporto tra fratelli e il modo in cui questo può influenzare la loro vita non solo da bambini ma anche da adulti. 

Il rapporto tra fratelli è sicuramente molto complesso. Fatto di sostegno e intimità, ma anche di rivalità e competizione. Il fattore F, il fattore fratello, è fondamentale e non dura solo nell’infanzia, ma per tutta la vita.

W le sorelle – Se a volte vi siete lamentati perché vostra sorella era una vera scocciatrice, ripensateci. In realtà ha funzionato…da antidepressivo. Laura Padilla-Walker, della Brigham Young University (Usa), ha evidenziato studiando 395 famiglie che le sorelle sembrano avere un effetto benefico: gli adolescenti con una sorella infatti rischiano meno di sperimentare la solitudine, paura, sensazione di non essere amati. E c’è un più generale “effetto fratello”, che funziona per maschi e femmine: un buon rapporto tra fratelli promuove la disponibilità verso gli altri e i gesti di altruismo. “I genitori dovrebbero incoraggiare l’affetto tra fratelli: nell’adolescenza, è un potente fattore protettivo” sottolinea Padilla-Walker. La buona influenza delle sorelle è confermata da una ricerca dell’università dell’Ulster, su 571 giovani: è emerso che i ragazzi con sorelle tendono a essere più ottimisti, equilibrati e a instaurare rapporti più sereni. Una possibile spiegazione? Le femmine parlano più apertamente dei loro sentimenti e ciò stimola anche i maschietti a esternare più spesso ciò che provano. Così le sorelle favoriscono la comunicazione, la discussione dei problemi e la coesione in famiglia. E sono un sostegno nel caso i genitori si separino.

In coppia. Un altro effetto fratello ha a che fare con la relazione di coppia. All’Università del Texas, si sono osservati adolescenti mentre parlavano col loro partner. Quelli che avevano un fratello maggiore di sesso opposto parlavano di più e con più naturalezza. Le ragazze con un fratello più grande si sentivano più a loro agio e ridevano di più. Evidentemente avevano più familiarità con l’altro sesso. […]

Gelosi per natura. Tutto zucchero e miele? Non proprio. Innanzitutto, un pessimo rapporto coi fratelli può avere effetti negativi: uno studio dell’Università di Harvard (Usa), per esempio ha evidenziato un aumento del rischio di depressione. E poi è normale provare sentimenti poco “fraterni”: gelosia e invidia. “La fratellanza è una guerra fisica, affettiva, scolastica e verbale” dice Marcel Rufo, psichiatra infantile dell’Ospedale Salvator di Marsiglia. A essere conteso è l’amore dei genitori. “La gelosia è un sentimento naturale” sottolinea Rufo. All’arrivo di un altro figlio, per il primogenito è difficile convincersi di essere amato come prima. Il figlio minore è sempre un intruso che sconvolge la sua vita, con cui deve dividere gli spazi, i giochi, le attenzioni dei genitori. E quando è il piccolo stesso a chiedere un fratellino? “In realtà è uno…scongiuro. I bambini dicono quello che i genitori vogliono sentirsi dire” spiega Rufo. In più, al primogenito viene chiesto di fare “il grande” e può rispondere con regressioni (la pipì a letto, per esempio) e aggressività verso il fratello o se stesso (incubi, disturbi vari). “Sarebbe il caso di preoccuparsi di più per i fratelli maggiori che non manifestano alcuna aggressività verso i rivali, che per quelli che la esprimono apertamente: rischiano di esplodere con brutalità o di manifestare poi un disagio. Il bambino geloso è convinto che se i genitori non sopportano la gelosia è perché preferiscono l’altro” spiega Rufo.  

Ribelli o conservatori. “E’ terribile avere un fratello maggiore più intelligente, raramente mi viene riconosciuta un po’ di originalità” confessava Stanislaus Joyce, fratello di James Joyce (famoso scrittore irlandese, ndr.) Testimonia quanto possa essere difficile vivere all’ombra di un fratello. Il confronto, infatti, è inevitabile e sotto gli occhi della famiglia: a scuola, nello sport, poi nel lavoro. E quindi può svilupparsi l’invidia: una reazione normale e frequente, anche se inconfessabile. E poi ci sono i conflitti. Secondo una ricerca dell’Università del Missouri, i più negativi sono legati all’invasione degli spazi personali, come quando uno prende un oggetto dell’altro: minano la fiducia e la comunicazione tra fratelli. I fratelli crescono nella stessa famiglia, ma in realtà sono molte le differenze che sperimentano, per esempio nel trattamento e nelle aspettative dei genitori. Basti pensare che il primogenito spesso ha una discreta responsabilità e autorità nei confronti dei più piccoli. Alcuni studiosi pensano che questo finisca per plasmare la personalità. “In genere quando arriva un fratellino il primogenito delimita il suo territorio e si organizza per conservare il suo ruolo. Per non ritrovarsi sottomesso, il minore deve affidarsi al suo ingegno. E questo ha convinto molti studiosi ad affermare che i primogeniti sono tendenzialmente conservatori e pronti a sforzi considerevoli per raggiungere i risultati prefissati, mentre i secondogeniti, dovendo lottare per conquistarsi una posizione, sarebbero più temerari e sfrontati” spiega Rufo. Lo sostiene Frank J. Sulloway, docente del dipartimento di psicologia dell’Università di Berkeley, in California. La famiglia non è un “ambiente condiviso” ma una serie di “nicchie ecologiche” a cui i figli si adattano: la loro personalità varia perché adottano strategie diverse. I primogeniti sarebbero più tradizionalisti, per la loro inclinazione a preservare lo status quo e a identificarsi coi genitori, mentre i piccoli più ribelli, innovativi, amanti del cambiamento. Per Ben Darrner, psicologo dell’Università di New York, i minori non solo sono più ribelli ma anche più attenti ai valori di giustizia, mentre i maggiori sono più autoritari, con più autostima e orientamento al successo. E quelli di mezzo? Sarebbero equilibrati, diplomatici e negoziatori. […]

E voi? Avete fratelli? Che rapporto avete avuto ed avete con loro? Vi ritrovate in quanto scritto in questo articolo? E che mi dite del rapporto tra i vostri figli? Sarò come al solito lieta di ospitare i vostri commenti.

Fonte: Il fattore F, Margherita Zannoni, Focus, n. 231 – Gennaio 2012.

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31 risposte a Fratelli coltelli?

  1. denise ha detto:

    Buongiorno Dottoressa!!
    incredibile come lei riesca sempre a trovare argomentazioni MOLTO INTERESSANTI…particolari vissuti,.. mai presi bene in considerazione..! :))
    La situazione familiare alla mia nascita era per i tempi passati abbastanza singolare in quanto entravo a far parte di un nucleo familiare COSI DETTO ALLARGATO …entrambi i miei genitori rimasero vedovi..sorella dalla parte di padre e fratello dalla parte di mamma,.. avevano gia circa 6/7 anni! La mia mamma che con infinito amore ha cresciuto noi tutti!!…malgrado l’egoismo di mio padre.. Che dirle?la loro situazione era gia’ allora molto delicata, senza un genitore, il doversi abituare a una nuova vita..per di piu’ con me..l’ultima arrivata..POVERI:(( toglievo a loro sicuramente molta attenzione dalla parte di mamma particolarmente!! è stata dura per loro senza ombra di dubbio..e anche per me…ci passiamo tanti anni 11/12 anni..soprattutto per mio fratello..sicuramente parte piu’ debole caratterialmente..avverto ancora oggi una sorta di gelosia repressa ovviamente nei miei confronti..ed io con i miei occhi li vedo PIU’COME DEI CUGINI ALLA lontana..sara’ per i tanti anni di distanza, (le mie sorelle si sposarono che io ero poco piu’ che undicenne..)..causa egoismo paterno??non so’..sicuramente ci ha creato un mondo di lacune..non sono stata esonerata da questo solo perchè ero la piu’ piccola e x loro quindi la “piu’ viziata..”! Ho spesso e volentieri la sensazione di essere figlia unica…questo si!! siamo mlto diversi e simili purtroppo caratterialmente.. A distanza di anni trovo molto duro relazionarmi con loro…scusi il dilungamento….SICURAMENTE NON CENTRAVA MOLTO CON IL SUO BLOG..

    buon lavoro e continui sempre a stuzzicare il nostro cervello come ha fatto fino ad ‘ ora

    denise

    • Cara Denise, comprendo i suoi sentimenti: può non essere semplice la relazione con fratelli “naturali”, ancor più complessa può essere quella con fratelli nati da altre relazioni. Grazie per il suo contributo, per aver condiviso una parte così intima della sua vita.

      • denise ha detto:

        Grazie infinite e di cuore a lei per le sue care parole!!
        ….è vero…non ho rancore per loro!!!assolutamente no!!
        …. sono creature che come me hanno sofferto e tuttora portano segni indelebili nell’anima….semplicemente questo….

        Con infinita stima…grazie di esistere!!

  2. denise ha detto:

    mi scusi dottoressa …non volevo imbarazzarla con il mio commento..solo ringraziarla..sono purtroppo caratterialmente un po’ troppo “spontanea”….forse riesco sempre un po’ a esagerare…tutto li’…Grazie ancora e buon lavoro

  3. Francesca ha detto:

    Salve Dott.ssa, mi piacerebbe chiederle un consiglio e le espongo dunque la situazione per il quale mi servirebbe.
    Io sono figlia unica, non so come sia avere un fratello o una sorella..
    Fino a poco tempo fa ho sempre pensato che non essere figli unici poteva essere una risorsa, un bel sostegno in questo percorso così duro che è la vita, ma ad oggi mi sono un po’ ricreduta sia vedendo la situazione di mia madre che è rimasta invariata negli anni, ma soprattutto quella del mio fidanzato.
    Il mio ragazzo ha una sorella, hanno smesso di parlarsi civilmente verso la maggiore età di lui, loro hanno 7 anni di differenza, lui è il maggiore e lei la minore.
    Lei ha smesso di parlargli definitivamente più di 10 anni fa e lui di conseguenza; le poche volte che gli rivolge parola sono solo aggressioni verbali in qualsiasi modo lui si ponga, civile o non.
    Non si capisce l’evento scatenante di questo odio verso il fratello maggiore, anche se ci sono sicuramente dei problemi di base di lei, non so di che natura, però non gli parla e tende sempre a screditarlo difronte ai loro genitori facendo come delle “soffiate” quando lui sbaglia o si scorda in casa di fare delle cose. Quando parla non lo nomina nemmeno con un “lui” e non lo menziona mai nei discorsi, come se non esistesse. Io so degli scontri che a volte hanno perché mi son raccontati da lui, (io non sono mai presente in quei momenti) ma sono tutti su argomenti futili e banali e non c’è uno scambio di comunicazione perchè lei incomincia ad urlare e non fa parlare, quindi la comunicazione è a senso unico con il soccombere dell’altro che perde interesse nello spiegarsi. C’e’ da dire che lei è una donna ma con un animo molto infantile e a volte fa delle cose/dice delle cose che sono impossibili da non riprendere per quanto una persona si sforzi. E’ molto difficile istaurare un rapporto di comunicazione con lei, in generale, suo fratello meno che mai e noto che i suoi genitori fanno dei notevoli sforzi e per non controbatterla e non ricevere reazioni verbali violente, le danno ragione in quasi tutto eccetto alcuni casi, si sottomettono per paura, lo vedo.
    So riconoscere una persona insicura, dubbiosa e paurosa della vita, lei è cosi perchè di fatto è cosi nella pratica di tutti i giorni ma se glielo chiedi lei si presenta sempre come persona sicura di se’ ed impavida come se ci credesse davvero, criticando tutto e tutti magari su argomenti di forza che lei sa e gli altri no..
    Il fratello dal canto suo è un carattere molto chiuso è vero, ma anche se avesse la propensione a sanare questo rapporto lei non gli e lo permette e non gli e lo permetterà mai credo, poiché si percepisce chiaramente che lo odia, nonostante lui abbia provato più volte ad andarle incontro per iniziare con piccoli gesti.
    Non perdere mai occasione per screditarlo di fronte ai genitori, non menzionarlo nemmeno quando parla di famiglia ed i genitori che soccombono ai voleri della figlia per non creare scontri (trattando anche in modo differente semmai il fratello a cui non hanno problemi nel dire le cose perché è un carattere diverso; quindi semmai dovrebbe essere lui a sentirsi non amato, ma non è cosi nonostante tutto) lo trovo alquanto inquietante questa situazione…
    C’è da dire che l’atteggiamento di lei diciamo da “maestrona” è un po’ di base poiché lo applica anche con i genitori e con gli altri in generale, però con lui percepisco un “non ritorno”; con i genitori non è cosi, anzi non si muove quasi mai di casa a parte per andare quasi tutti i giorni dalla sua dottoressa (secondo me in un tipico atteggiamento ipocondriaco che ovviamente nega di avere) e conduce una vita sempre in compagnia di loro, più o meno eccetto qualche uscita sporadica con amiche. Questa situazione mi fa molto soffrire, in generale anche perché non so come comportarmi visto che invece io nonostante fidanzata di lui sembro essere stata accettata. Non so come comportarmi, capisco tutte le dinamiche di gelosia che lei ha verso di lui perché forse pensa che i genitori stimino di più il fratello maggiore ecc.. ma non dovrebbe essere l’inverso? Come devo comportarmi io nel mezzo a tutto questo? mi fa arrabbiare tutto questo e non posso nemmeno inserirmi in domande perché non c’è confidenza e non credo anche ci fosse, sarebbe salutare …
    …Quindi….
    Lei cosa mi consiglia Dott.ssa?
    La ringrazio per l’attenzione
    Saluti

  4. Francesca ha detto:

    Si mi scusi per iscritto si capisce male, il problema per quanto riguarda il conflitto sarebbe del mio fidanzato (anche se lui dice di non interessarsi più alla cosa da tempo), invece il mio problema con lei è che non so bene come comportarmi in una situazione del genere, non so come comunicarci, non so che atteggiamenti avere rispetto alla situazione, non credo che potrei dire nulla per migliorala ma non vorrei nemmeno avere atteggiamenti sbagliati e peggiorarla.
    A volte vorrei “difendere” il mio fidanzato da questi suoi atteggiamenti e farle presente che sbaglia a rapportarsi cosi (a prescindere da lui, con le persone in generale) ma mi rendo conto che creerei un conflitto più grosso e forse perderei la sua fiducia (già che in me ce l’ha un po’).
    Forse anche un altro dei problemi maggiori che sento, è che lei ricerca un contatto, un’amicizia con me spesso, ma io non riesco a rapportarmici perché sono anche condizionata da come lei tratta a volte il fratello….quindi anche se mi piacerebbe starle vicino perché è una persona fondamentalmente sola che non sta bene, (qualsiasi problema abbia, che non ho ancora capito qual è) non riesco a starci troppo tempo insieme, un po’ per incompatibilità di carattere, un po’ perché è un carattere imprevedibile (non sai mai cosa puoi dire e cosa no) e perché “l’arrabbiatura” che ho nei suoi confronti per come tratta il fratello e i genitori mi spinge ad allontanarmi.
    Mi arrabbio forse anche un po’ con me stessa perchè non posso dire nulla in difesa del mio ragazzo e mi devo mordere la lingua perché so che peggiorerei questo conflitto, e che lei la prenderebbe a male anche con me.
    Non so Dott.ssa se si capisce, ho cercato di spiegarmi il meglio possibile ma poi a volte per iscritto si capisce male, e sicuramente non è una situazione che si può sintetizzare cosi facilmente, ci sono molte dinamiche in gioco. Comunque con me scontri non ci sono per ora, anzi .. però mi trovo io a disagio in questa situazione ..

  5. Paolo ha detto:

    Io ho due fratelli maggiori. ( Siamo tre maschi ) Adesso sono pasati gli anni..il primo ha 50 anni il secondo 47 ed io 40. I rapporti sono disastrosi, sembriamo cresciuti in mondi diversi. Posso dire che i primi due sono consumati da una viscerale invidia, menefreghismo, altezzosità nei miei confronti. Sono creciuto dovendo difendermi da solo e adesso da adulto provo una triste pietà per queste persone che alla fine considero solo fratelli di sangue ma che non hanno nulla a che vedere con i legami classici familiari.Gli auguro ogni bene, ma bisogna anche imparare a distaccarsi e a mettere dei muri per impedire che cerete persone ci facciano del male ( soprattuto di carattere psicologico )

  6. antonio ha detto:

    Buona sera dottoressa, ho letto con molto interesse il suo articolo. Le volevo parlare del mio caso. Io sono il primogenito di 3 fratelli, miei genitori sin da bambino mi hanno “mobbizzato” per domare la mia vivacita’ a detta loro, hanno portato sempre per hanni una condotta svalutativa nei miei confronti davanti e soprattutto davanti i miei fratelli. Spesso cose molto pesanti che sfioravano l’ assurdita’ io non dovevo mai uscire perche’ dovevo studiare, ma mio fratello si. spesso anche gli insegnanti hanno tentato di dissuaderli ma e’ rimasta lettera morta. motivo per cui ho sempre avuto una condotta aggressiva verso i miei fratelli che veniva tacciata di comportamento violento dai miei genitori ( che proprio pacifisti nei miei confronti non sono mai stati ) mentre se venivo aggredito io dovevo stare zitto perche’ c’ era una buona ragione a priori. I miei genitori, hanno sempre scoraggiato la mia vita sociale mettendomi in imbarazzo davanti amici, insegnanti, fifdanzate e compagni di scuola. ovviamente crescendo non li ho piu’ presi in considezione, ho fatto la mia vita lavorando duramente, pagandomi gli studi da solo nonostante anche in eta’ adulta mi ostacolassero tutti insieme genitori e fratelli che facevano sincretismo. Alla morte di mio padre mia madre ha pensato bene di fare comunella con i miei fratelli e secondo loro farmela pagare per le vessazioni che da me avevano subito. Sotto la direzione di mia madre che non ha mai speso una parola a mettere pace la situazione stava degenerando considerevolmente. me ne sono andato via da casa e non li ho voluti vedere per anni, mi hanno sempre cercato solo per chiedere favori e poi comportarsi in modo cagnesco ( madre compresa ), urlando che non avevo fatto niente di speciale (come sempre) e che ero un parassita. mi sono riallontanato per anni nessuno si e’ degnato di cercarmi, tranne quando mia sorella si e’ fatta mettere in cinta da un cretino che si e’ fatto mantenere da loro mentre io che avevo una casa mia da anni venivo additato come parassita, mi hanno fatto cercare da parenti,perche’ salvassi mia sorella, senza neanche dire un come stai, ovviamente visto che li avevo avvertiti da tanto tempo e loro sempre stai zitto parassita, fatti i cazzi tuoi….appunto poi me li sono fatti, ho lasciato fare a loro, visto che per tutta la vita mi hanno dato del fallito ( ho una florida attivita’ mia da 13 anni e faccio il perito in tribunale ), risultato? mia sorella e’ stata mandata in coma da quel idiota, mio fratello ( nobile e buono, che da ,loro ha ricevuto tutto ) se ne e’ lavato le mani e mia madre ancora adduce la scusa che non aveva la macchina per andare fuori citta’ dove viveva mia sorella, e quando viveva con loro? Mia sorella ha rischiato di perdere la bimba e ha avuto gli assistenti sociali addosso per tanto tempo, rischiando che il giudice glie la togliesse visto che comunque avevano capito che tipo e’ mia sorella e che mia madre proprio un educazione eccellente non e’ stata in grado di darle, ma parlarne dialogarne e’ inutile, ci ho provato per anni cosa mi sento dire? che non si ricorda, che mi sbaglio, che e’ stato tutto un malinteso, vabbe’. questo e’ il meno. io di loro me ne frego, ma il guaio e’ che stanno prendendo il brutto vizio di alienarmi mia nipote, lo stanno facendo tutti e 3, complici come sempre, soprattutto mia sorella che mi spintona davanti alla bambina gratuitamente e gli insegna a dirmi vattene via ecc…e mia madre in silenzio avalla anzi ogni tanto, con la scusa che e’ stanca e vuole armonia come sempre, gli scappa di dire le stesse cose alla bimba, e nostante tutto mia sorella disoccupata da anni, le ho trovato un lavoro presso un mio cliente in 3 mesi lei ha perso il lavoro ed io il cliente e nonostante tutto sempre davanti alla bimba mi da del parassita quando lei ha lasciato un debito di 20000 euro alle spalle di mia madre e ci vive in casa. Mio fratello insegna a mia nipote di rifiutare le mie coccole ( alle spalle ma la bimba parla ). So che tutto questo lo fanno per invidia ma mettermi contro una bimba di 3 anni e mezzo non lo tollero, soprattutto quando la usavano come leva nei miei confronti affinche’ intervenissi con quel balordo del suo ex. sono 2 anni che tollero, sono stanco vorrei rivolgermi agli assistenti sociali, visto che ogni dialogo e’ inutile, ma ho paura delle conseguenze, mia madre e mia sorella lo sanno e continuano atteggiamenti di sfida ( sebbene percepisca che ne hanno una paura matta ), io non voglio ritorsioni ma un rapporto normale con mia nipote senza che venga ostacolato, ho provato a parlarne per anni arrabbiato e serenamente, mia madre fa orecchi da mercante come sempre, mi puo’ aiutare con un consiglio?
    buona serata e grazie per l’ ascolto.

    • Gent.mo Antonio,
      la situazione che mi ha esposto è troppo complessa per essere affrontata con dei messaggi su un blog. A tal proposito la invito a contattare uno psicologo della sua zona con il quale parlare di persona e valutare attentamente i comportamenti da adottare (ed eventuali altre professionalità da coinvolgere). Saluti

      • antonio ha detto:

        grazie dottoressa faro’ tesoro del suo consiglio, anche se da parte mia sosterro’ sempre un dialogo sereno. buona serata

  7. Lortta ha detto:

    Buongiorno Dottoressa,
    ho letto con interesse il suo articolo, non perchè abbia problemi con in miei fratelli, con in quali vado d’accordo nonostante le diversità, ma perchè non so più come fare con i miei figli.
    Non riesco più a capire/gestire l’invidia tra di loro: il più grande di nove anni si mette in continua competizione con la sorella di quattro, che di conseguenza risponde con la stessa voga.
    I motivi di scontro sono futili e pretestuosi. Non c’è diversità di trattamento, anzi il più delle volte ci dedichiamo di più al grande che alla piccola. Ritagliamo degli spazi solo con lui, gli facciamo fare cose da grandi, ecc ecc. Niente! Quando sono assieme: apriti cielo!
    Abbiamo speso anni di parole, di spiegazioni, di dimostrazioni, ma nulla si risolve se non con un “non mi capite” (a seguito di richiesta di chiarimento sul non capire e dopo ulteriori ragionamenti “si avete ragione, ma non so controllarmi è più forte di me”)
    Anche un approccio autoritario non funziona.
    Il far leva sui sentimenti, sulla gioia della condivisione, dello stare insieme, della famiglia non funziona, ne funziona la dimostrazione dell’evidenza dei fatti.
    A nove anni si capiscono le cose, ma non si riesce a domarsi? Quando si arriverà ad una tregua?
    La situazione è alquanto invivibile… mi dica che si risolverà.
    Grazie, saluti

    • Gentile lettrice,
      mi parla di invidia e di competizione ma non spiega in che modo esse si manifestano (capisco che lo spazio di un blog non è sufficiente).
      E’ comunque interessante che il bimbo riesca a formalizzare espressioni quali “non riesco a controllarmi, è più forte di me”. E’ segno di una buona maturità.
      Da quello che mi scrive sembrerebbe che in famiglia non si possa parlare di gelosia e invidia…come se fossero sentimenti non ammissibili. Al contrario si cerca di “far leva sui sentimenti, sulla gioia della condivisione, dello stare insieme”. Cercherei di far comprendere a suo figlio che è anche possibile essere gelosi e invidiosi (tra fratelli succede), che accogliete questi suoi sentimenti (anche se non sono ammessi atti di aggressività verso la sorella) e che siete pronti ad ascoltarlo qualora lui volesse confidarsi con voi. Non sono sicura che dedicargli “più tempo” rispetto alla sorella sia utile…concordo invece sull’utilità di trovare degli spazi in cui i genitori fanno delle cose da soli con ognuno dei due figli. In fondo, hanno età diverse ed esigenze diverse. Saluti

  8. ascanio ha detto:

    Buonasera Dottoressa, cercando qualche risposta ai miei infiniti pensieri, in merito ai rapporti tra fratelli sono arrivato su questo suo post, chiaro, intuitivo, ben scritto.
    Leggendo ho ritrovato molte situazioni comuni al mio rapporto di fratello anche se leggo da un punto di vista da terzogenito! Sono il minore di tre fratelli maschi (33anni) e sono consapevole di essere convinto che essendo il piccolo di casa sono visto il cocco di mamma e papà, tuttora non nego che i miei spesso fanno fatica a mollare la presa. Tant é che convivo ancora coi miei ultrasessantenni, mentre i miei fratelli sono andati via uno circa 10anni fa, e il secondo 15circa. Sono un precario da 12 anni e sicuramente ho fatto i miei errori che non mi hanno fatto fare lo slancio giusto al momento giusto e tutta questa situazione di non lavoro, mancanza di soldi, malessere non fanno che peggiorare le cose a livello di nervosismo e irrascibilità e pensieri interiori.
    Dell’infanzia non ho tanti ricordi, ho bei ricordi delle varie scuole dove mi divertivo a giocare ed esplorare cose nuove anche con gli altri coetanei, tutto normale penso, ma con i miei fratelli il rapporto era sempre diverso, cioè ero e sono sempre l’ultimo pensiero, e spesso nemmeno preso in considerazione visto la mia posizione almeno questo é come lo sento io ma che non ci vuole chissà chi per capirlo. Tra il primo e me ci sono 4anni, neanche tanti, ciò nonostante non c’è mai stato un rapporto di vera amicizia che però ha instaurato con quello di mezzo e infatti in adolescenza e fino ad oggi il secondo girava con la compagnia del primo mentre io, sempre scartato, mai invitato a uscire insieme, mi vien da scrivere emarginato per rendere l’idea di come mi sento. E allora mi sono cercato una mia compagnia che in realtà non ho mai trovato perché ne ho girate tante ma probabilmente non mi soddisfacevano addirittura mi son sentito preso in giro fino al punto che mi sono stancato di andare alla ricerca di persone che volessero passare del tempo con me e viceversa, e mi sono chiuso a riccio. Ho un pessimo rapporto con i miei fratelli, mi dispiace per vari motivi, perché non so nemmeno le ragioni, quando ci ritroviamo raramente e nei giorni di festa nazionale sembra una forzatura, ma probabilmente per rispetto ai miei genitori ci incontriamo, ho tre nipotini fantastici sui quali peró non sono capace di trasmettere il mio affetto dato che i miei fratelli non é che me lo abbiano insegnato per bene, o forse non sono capace di farlo piú semplice, d’altronde ho un pessimo rapporto anche con le donne. Difficoltà ad approcciare, ad instaurare un rapporto.. proprio non riesco a farmi voler bene. Traspirerà questo di me. Ecco per fortuna che ho due cose per le quali voglio vivere la passione per la chitarra e la musica e un cane, certo prima ci sono anche i miei genitori anche se con loro c’è un rapporto quasi sempre di tensione, sfida, ma convivendo insieme si parla, si discute e tutto si sistema, più o meno! Scusi il poema volevo condividere la mia esperienza come risposta al suo post e nella speranza di potermi sfogare.
    Auguro a tutti una buona nottata.

    Ascanio

  9. Lorella ha detto:

    Salve Dott.ssa.
    Ho letto sia l’articolo sia qualche commento in basso. Più che del rapporto con mio fratello maggiore, vorrei chiedere un parere su una situazione che mi provoca fastidio sia mentale che fisico ( nausea!). Il mio fidanzato da 4 anni, ha una sorella maggiore ( più grande di 6 anni ) la quale ha un atteggiamento vs di lui molto protettivo ( spesso si sostituisce alla madre in questioni che lo riguardano). Ciò che a me fa soffrire è che ( in mia presenza e soprattutto nell’assenza ) la sorella bacia spesso il fratello ( ovvero il mio fidanzato ) sulle labbra. Ci tengo a sottolineare ( e secondo me è un punto importante ) che la sorella non è fidanzata e secondo me riversa questa mancanza di affetto sul fratello dando questi baci. Io ho già fatto presente a lui che questo atteggiamento per me è letteralmente inconcepibile ma lui afferma che non c’è nulla di strano e che è solo un gesto di affetto tra fratelli. L’unica cosa che è riuscito a fare è non accettare baci in mia presenza ( ma credo sia una presa in giro nei miei confronti ugualmente !!!). Sarà che io con il mio di fratello non ho mai avuto un comportamento simile ma tutte le volte che ci penso, arriva la nausea ed ovviamente non riesco ad avvicinarmi a lui perché penso che poco prima quelle stesse labbra sono state toccate dalla sorella ! Ringrazio in anticipo per l’eventuale riscontro che vorrà darmi. La saluto cordialmente.

    • Buongiorno Lorella e grazie per il contributo.
      Difficile esprimersi sulla base delle poche informazioni in mio possesso.
      Innanzitutto cercherei di capire più approfonditamente cosa infastidisce lei (visto che per il suo fidanzato il problema non sussiste). Partendo dal presupposto che pare non esserci morbosità in questo atteggiamento, ma solo affetto fraterno, cerchi di comprendere che può essere un’abitudine consolidata da anni in quella famiglia, dunque difficile da scardinare, e di apprezzare il fatto che il suo fidanzato evita di metterlo in atto davanti a lei proprio perché si è reso conto che la cosa la infastidisce. In ogni caso, credo di poter affermare che sua cognata non sia una donna da “temere”…
      Saluti

  10. Aurora ha detto:

    Salve dottoressa,sono una ragazza di 18 anni e mio fratello ne ha cinque in più di me.Lui è recentemente entrato in un’accademia militare ed è elogiato a destra e a manca come se fosse l’essere perfetto (ma questa cosa l’ho sempre dovuta vivere,è sempre stato lui quello che raggiungeva grandi obbiettivi);anche io sono felicissima e fiera,provo una profonda stima nei suoi confronti,ma allo stesso tempo sento una forte invidia per il fatto che tutti abbiano una così grande considerazione di lui,mentre io sia solo la sorellina.Sono consapevole del fatto che ho ancora tempo per realizzarmi,ma ho paura che gli altri trovino sempre lui migliore di me (so che dovrei pensare ad essere io per prima fiera di me stessa e dei miei obbiettivi,ma non nego che fa molto piacere ricevere ammirazione).Ne ho parlato con mia madre che mi ha appunto detto che non posso mettermi sempre a confronto con lui (ma ciò ha alimentato ancora di più in me l’idea che anche loro lo considerino migliore,nonostante non me lo abbiano mai fatto pesare,almeno mia mamma),forse sono io che penso troppo e cerco significati nascosti,non so haha.Fatto sta che anche lui,volendolo o no,mi ha da sempre trattato con una certa aria di sufficienza,come se mi guardasse dall’alto in basso e ogni cosa che dicessi fosse stupida;cercavo spesso consensi,e lo faccio ancora,da parte sua ma con scarsi risultati.Ci sono momenti in cui mi rendo conto di quante cose belle avrei da offrire (ad esempio canto e disegno discretamente e a scuola sono sempre stata molto brava,scrivo anche benino,sono curiosa,creativa,simpatica,dopotutto nemmeno troppo brutta haha) e altri in cui mi butto giù da morire e penso che rispetto a ciò che è e fa lui,il mio è nulla.Ora,io non voglio rimanere per sempre la sorella rosicona sotto la sua ombra,ma ho un carattere (che sto piano piano riuscendo a cambiare) tendenzialmente timido e di conseguenza raggiungere i miei obbiettivi mi rimane molto più difficile…non so se la mia è stata uno sfogo o una richiesta di un consiglio;confido nel fatto che lei mi possa dare una risposta esauriente a tutte queste domande che mi ronzano nella testa.

    Buonanotte

  11. Claudia ha detto:

    Gentile dottoressa,
    è proprio vero che i rapporti fra fratelli possono guastarsi quando sopraggiunge un evento particolare in famiglia, come ad esempio la cura verso i genitori anziani, cos’ come è’ pur vero che uno dei fratelli si senta più’ caricato degli altri di questo onere.
    Questo è’ ciò’ che è’ accaduto nella mia famiglia di origine, quando i nostri genitori hanno cominciato a richiedere l’ aiuto dei figli ( tutti e tre ultra sessantenni). Mio fratello maggiore ha ” delegato” , non so con quale diritto, me e mia sorella inferiore all’uomo accudimento dei nostri genitori, che vivono lontani da noi tre, in modo più’ o meno equidistante. Mia sorella ad un certo punto ha delegato ed io sono quella che ormai da molto tempo pensa a tutto. A tutto ciò’ si aggiunge il fatto che non comunichiamo più’, e i miei genitori hanno capito la situazione per eh’ ancora molto lucidi. Inoltre loro ormai da molto tempo a questa parte chiamano solo me quando hanno bisogno di qualcosa, come se fossi figlia unica. Io amo i miei genitori ma trovo che questa situazione a lungo andare mi ha logorata, oltre ad aver rovinato per sempre quella che un tempo era una famiglia unita. Forse in tutto cio’ ha influito anche negativamente la presenza ci cognati e cognate. Desidererei una sua gentile e competente valutazione, ringraziandola in anticipo. Claudia.

  12. Carolina ha detto:

    Buonasera, mi chiamo Carolina e ho letto con interesse il suo articolo! Per certi versi mi rivedo un po’. Io sono la più piccola,sono nata nel 1988 e ho un fratello maggiore di 6 anni in più ma i nostri rapporti crescendo, non sono mai migliorati, soprattutto da quando sono mancati i nostri genitori: quasi mi odiava,pochissimo dialogo e nonostante ho cercato di aiutarlo più volte, si ritorceva contro scaricando tutte le colpe a me e qualche volta ha provato a picchiarmi..odia il mio ragazzo e convivente infatti non si parlano da più di 5 anni. Alla fine sono scappata per la disperazione, da circa 2 anni vivo in un’altra casa ma la mia paura più grande è che possa compiere qualche gesto folle.È a livello patologico di rifiuto della società, depressione e solitudine. Non si fa aiutare perchè non si rende conto di come vive e rifiuta per orgoglio o paura qualsiasi mio gesto. Cosa posso fare?

  13. Claudia80 ha detto:

    Salve.
    Interessante articolo, mi piacerebbe che se ne parlasse anche in tv di questo che a lungo andare diventa, se non fermato in tempo, un vero e proprio problema per la vittima della prevaricazione.
    Sono la mezzana di tre fratelli. Il più grande, adesso adulto anagraficamente, da piccolo era molto vivace ed era piacevole la sua compagnia. Nel tempo mi sono distaccata da lui perché si alleava con i suoi amici per farmi “dispetti” più o meno pesanti. Ero piccola ed anche poco reattiva a questi comportamenti, anzi piangevo, ma se avessi saputo che crescendo mi avrebbero complicato la vita, di sicuro avrei reagito. Ciò che infatti sto facendo adesso che anch’io sono in età adulta. Ho quasi quarant’anni e mio fratello mi vede ancora come la pecora nera della famiglia. Non ho via d’uscita, secondo lui.
    In passato ho provato più volte la riconciliazione, ma ho sempre trovato il suo muro. Qualunque cosa dica in casa, lui mi squalifica sempre. L’atteggiamento da prevaricatore, con me, lo esprime solo attraverso pm nei social network. Non si manifesta nella comunicazione face to face, anzi la esclude categoricamente. La cosa che più mi infastidisce del suo atteggiamento è che mi minaccia sui messaggi privati dei social. Messaggi che mi suscitano ilarità da una parte, per come li struttura e le parole che usa, ma che dall’altra sò che a lungo andare mi porterà a problemi seri di relazione.
    Tra l’altro nell’ultimo suo messaggio, dopo avermi squalificata come essere vivente, dopo avermi criticata nella mia vita privata e avermi detto, tra l’altro, di non rispondergli (come un padre che dice al figlio di non replicare), mi ha scritto “e non parlarne con nessuno, questo è un problema tra me e te”.
    Questa cosa mi ha fatto scattare il campanello di allarme.
    Perché comunque sò già che lui non è intenzionato minimamente a provare a risolverlo. Il suo continua ad essere solo un modo per prevaricarmi. È preoccupante che lui è convinto di agire nel giusto. Purtroppo nessuno glielo fa notare!! Io per evitare lo scontro, non rispondo apertamente, ma ci sono casi che quando è troppo è troppo.
    Grazie per l’attenzione.
    E scusate per lo sfogo, ne avevo bisogno.

  14. roberto ha detto:

    Buongiorno dottoressa preciso che io sono figlio unico, sono fidanzato da 10 anni con la mia ragazza che ha un fratello più piccolo di 6anni lei 32 lui 26 e che hanno due padri differenti.In questi 10 anni da un rapporto diciamo normale tra fratelli ho visto dei cambiamenti che secondo me necessitano di un intervento esterno, il peggioramento morboso l ho notato negli ultimi due anni specialmente, diciamo che lui cerca affetto dasua sorella ma non limitandosi ad un bacino o ad un abbraccio lui essendo molto grande sia di statura che di fisico la obbliga alla fine addirittura le ha infilato la lingua in bocca e molte volte la palpeggia nel culo io mi incazzo e gli do del pervertito ma se ne frega e sua madre ride e non dice nulla. So che fa cosi quando inizia a toccarsi frequentemente le parri intime e poi prende sua sorella e la steinge a se per farflielo senrire e cerca di palparla e baciarla io non sono un psicologo ma la cosa sta un po degenerando un suo parere xche non so più che fare?

    • Salve Roberto, mi ha detto che lei si arrabbia, che il ragazzo pare fregarsene e che sua madre ride e non dice nulla. Non mi riferisce nulla circa la reazione della sua fidanzata. Credo che sia lei a dover prendere una posizione se infastidita da questo atteggiamento. Saluti

      • Donatella ha detto:

        Mia sorella piu grande si sente sepre superiore a me mi tratta come una poveretta mio fratello piu piccolo non mi calcola la mia sorellastra non mi calcola la mia matrigna mi ha sempre odiato mio padre non mi ha mai difeso con la mia matrigna mia madre che era la sola a volermi sinceramente bene e morta da poco e a me adesso non importa piu subire angerie ho cercato di far vedere a mia madre che andavamo dacvordo come lei voleva ma ora non cerco piu nessuno e infatti loro non si fanno piu sentire
        Neanche per fare gli auguri alle mie bimbe

  15. Daniele ha detto:

    Purtroppo la mia esperienza è nel complesso fallimentare. Ho una sorella maggiore che a parte pochi momenti in cui, per sconosciute ragioni, mi è stata d’aiuto, la gran parte della vita mi ha odiato e non ha mai superato il disagio di non essere più sola a ricevere l’affetto dei nostri genitori. È come se lo scopo della sua vita sia di cancellarmi. Ho sempre sentito fortemente questo sentimento.

  16. Natascia ha detto:

    Siamo quatro figli tre femmine e un maschio…io sono la più grande e non ho rapporti con nessuno dei miei fratelli…per svariati motivi..liti incomprensioni…gelosie….cerco con loro il dialogo ma e difficile capirci…fino al 2013 facevamo tutto insieme poi finito tutto ognuno la sua strada…ci sarebbe tanto da dire…e la situazione mi fa stare male ma vivo…perche loro riescono senza di me e io senza di loro…

  17. Giuseppe ha detto:

    Salve, è interessante è costruttivo il suo racconto sopratutto se sei alla ricerca disperata di una soluzione al problema ke vuoi aiutare un fratello piu piccolo è non riesci a farlo, xk sicuramente non vedi le cose x come vanno, ma a modo tuo,è facilmente riesci a convincerti ke è come pensi tu..
    Io mi rendo conto ke ho un pessimo rapporto con mio fratello piu piccolo, è la mia sorella piu grande, però ultimamente sono alla ricerca disperata di poter aiutare il piu piccolo, in vari modi x fargli capire di non ripetere errori ke già io ho commesso nel tempo in cui siamo stati lontani, però non capisco il xk nonostante io ci provi non ci riesca del tutto…..

  18. Bea ha detto:

    Buongiorno, sono – di tre – la sorella cattiva. Sono quella che non sta ospitando il fratello che ha perso la casa. Sono quella che non dà al fratello neppure un piatto di minestra, visto che la sistemazione provvisoria che egli ha trovato include camera e bagno ma non l’uso cucina. Sono anche quella che in un suo momento di depressione quasi non si è fatta sentire ; che quando gli hanno tagliato il gas l’ha lasciato al freddo. Per gli altri sono una iena. Ma nessuno sa che la casa l’ha persa perchè non pagava l’affitto; che dice un sacco di bugie ma se glielo fai notare si inalbera; che ha avuto problemi di dipendenza ( ma preferisco non specificare). E neppure sanno gli altri quanto sia complicata la mia vita con il dolore cronico, di quanto l’incertezza del domani – quando non ci saranno i miei genitori ad aiutarmi – mi preoccupi e nessuno sa infine che io non mi fido, che c’è qualcosa che a pelle non mi torna, che ora ( dopo che siamo andati d’accordo per 40 anni) non vorrei mio fratello a dormire da me, che mi sento malissimo, e che l’unica cosa che sento di dover ( dovermi ) fare è difendere il mio spazio. Forse gli parlerò, forse no. Spero per tutte e due che trovi la sua direzione, la sua casa .

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