Pensare di non pensare è già pensare!

Mi scuso per il gioco di parole ma è necessario perché voglio dedicare il post di oggi ad alcune logiche paradossali del nostro cervello e a come queste cozzino con i più frequenti luoghi comuni. Ma partiamo direttamente con un esempio concreto.

Vi è mai capitato che qualcuno, di fronte ad un problema o ad un dubbio per voi particolarmente pressante, cercasse di consolarvi dicendovi: “Cerca di non pensarci!”, oppure “Svagati, pensa ad altro!”. Ha funzionato? Immagino che avrete tentato di far correre altrove la vostra mente ma lei, come un boomerang, tornava continuamente al punto di partenza, ovvero al vostro cruccio.

Cerchiamo di capire perché facendo insieme un piccolo esperimento. Cosa succede se vi chiedo di non pensare ad un elefante? Su provateci. Ma provateci davvero.

Allora, ci siete riusciti? Temo di no, anzi penso che la sua immagine si sia prepotentemente ed immediatamente concretizzata nella vostra mente. Questo dimostra che tentare di non pensare ad una cosa equivale già a pensarla. Siamo dinanzi ad un paradosso.

Al contrario, adesso vi chiedo di pensare molto intensamente ad un elefante per 10 minuti consecutivi.

Credo che già dopo i primi secondi la vostra mente cercherà di fuggire via da quel pensiero, di volare altrove. Quanto appena descritto può essere sintetizzato dall’aforisma “Spegnere il fuoco aggiungendo la legna”. Mi spiego meglio. Il senso comune ci dice che la legna alimenta il fuoco ma in realtà potrete sperimentare direttamente che si può spegnere una fiamma aggiungendo legna sino a soffocarla. Nello stesso modo, cercare di fissare un’idea nella mente e di pensarla il più intensamente che si può, fa sì che l’idea sfugga e il pensiero divaghi.

A cosa può servire conoscere il funzionamento della logica paradossale? Ad esempio a non evitare le nostre paure. Abbiamo visto che cercare di eluderle o di non pensarci non serve. Al contrario, se impareremo ad esasperare volontariamente le nostre più terrifiche fantasie, queste arriveranno ad annullarsi. Dunque, è necessario alimentare per ridurre. La stessa logica può essere applicata nel caso in cui qualcuno, in maniera fastidiosa, sottolinea continuamente le nostre mancanze o i nostri difetti…ad esempio sul luogo di lavoro. Potremmo subire in silenzio, oppure giungere all’esasperazione arrivando allo scontro…In alternativa, è possibile ringraziare il nostro interlocutore, sorridergli e chiedergli di continuare a comportarsi così perché le sue critiche ci aiuteranno a fare sempre meglio. Solitamente queste si interrompono come per magia…

Dunque: “fomentare per inibire”, o ancora “storcere di più una cosa per raddrizzarla”. Si tratta di aforismi estrapolati dal pensiero strategico cinese che utilizza stratagemmi all’apparenza illogici, ma in realtà molto efficaci. Provare per credere!

L’elefante immaginato era così?

Fonti:

Nardone G., Paura, Panico, Fobie, Ponte alle Grazie, Milano 1993.
Nardone G., Psicosoluzioni, BUR, Milano, 1998.
Nardone G., Cavalcare la propria tigre, Ponte alle Grazie, Milano, 2003.

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7 risposte a Pensare di non pensare è già pensare!

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  2. giusi ha detto:

    ..è INCREDIBILE tutto cio’…ho pensato sempre l’esatto contrario,ma da quando ho letto il suo blog mi sono alla fine resa conto che è vero..o meglio inevitabilmente sopravvivo con le mie paranoie;))
    (non mi vergogno a dirle che ho letto PIU’ VOLETE cio’ che lei ha scritto …perchè volevo comprenderne bene il significato pensando addirittura fosse assurdo per me…per la mia persona…per rendermi conto invece poi, per assurdita’ che i miei infiniti e “maledetti pensieri” si volatilizzano da soli….li ritrovo sicuramente il giorno dopo ma con la consapevolezza che in qualche modo si deve trovare la forza per accettarli ..”da soli…”
    io sono il tipico personaggio pieno di complessi…paranoica…quindi mi creda so perfettemante di cosa parliamo…GRAZIE INFINITE

  3. armando ha detto:

    grazie mille per le parole scritte in questo post, aituano ad aprire la mente. Io ho un grandissimissimo Problema, penso solo a cose negative e non riesco a pensare positivo, le spiego meglio:
    – mi è piu’ facile pensare a malattie e dolori che possono verificarsi piuttosto che immaginare cose belle e positive tipo una bella giornata o una scena in vacanza con mia moglie e mio figlio, questo mi succede anche in sogno, solo cose brutte e pensieri strani (assurdo no)?
    mi da una dritta su come fare il contrario? grazie

    • Buonasera Armando.
      Sono lieta che abbia apprezzato il post!
      Il suo disagio in realtà è molto più comune di quanto immagini. Non riesco a darle una “dritta” perché, in realtà, per superare il problema esiste un vero e proprio protocollo da seguire. Nulla di particolarmente complesso ma è necessario che un terapeuta le dica passo passo cosa fare. Se è interessato a quanto pubblicato nell’articolo può rivolgersi ad un terapeuta ad orientamento strategico che, con qualche seduta, le potrà indicare utili “trucchetti” per superare l’empasse. Purtroppo attraverso internet non potremmo raggiungere lo stesso scopo…

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